Crollo delle immatricolazioni vetture

Crollo delle immatricolazioni vetture, ottobre mese nero

Crollo delle immatricolazioni vetture, ottobre mese nero. Non sono proprio positivi i numeri circa gli acquisti delle nuove automobili in Europa Occidentale

A ottobre infatti sono state 1.129,223, il 7,1% in meno dello stesso mese del 2019: un crollo delle immatricolazioni vetture abbastanza evidente.

E’ la cifre che dunque salta di più all’occhio dell’indagine Acea (Associazione dei costruttori europei) che parla altresì di un calo del 27,3% relativo alle vendite.

Sempre nel mese di ottobre Fca inoltre ha venduto in Europa Occidentale (Ue più Efta più Regno Unito) 70.172 auto, il 3,2% in più dello stesso mese del 2019. La quota sale dal 5,6% al 6,2%.

Ancora: nei dieci mesi il gruppo ha immatricolato 560.202 vetture, con una flessione del 30,8% con la quota che passa dal 6,1% al 5,8%.

Per quanto riguarda i marchi, sono positivi soprattutto i risultati di Jeep e Fiat.

Jeep immatricola quasi 12.300 vetture, con una crescita del 6,7%, e raggiunge una quota dell’1,1%, +0,2 punti percentuali rispetto a ottobre 2019.

Immatricolazioni giù dopo il mese di settembre chiuso in positivo

Infatti, dopo la prima crescita dell’anno nel settembre scorso (+1,1%), il crollo del mese di ottobre è stato pesante, dei 31 mercati nazionali dell’area solo quattro sono in crescita:

  • Norvegia (+23,6%),
  • Romania (+17,6%),
  • Islanda (+12%),
  • Irlanda (+5,4%).

Secondo l’analisi del Centro Studi Promotor, il risultato meno negativo invece è quello dell’Italia che in ottobre accusa un calo contenuto nello 0,2%; il tutto per effetto del residuo impulso degli incentivi alle vetture con alimentazione tradizionale.

Il consuntivo dei primi dieci mesi è però particolarmente pesante proprio per il nostro Paese (-30,9%).

Tra i cinque maggiori paesi dell’Europa Occidentale, spiega il Csp, soltanto la Spagna fa peggio dell’Italia (-36,8%); mentre il calo del Regno Unito è quasi uguale a quello italiano (-31%) e migliori sono invece le situazioni di Francia (-26,9%) e di Germania (-23,4%).

 

 

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