Deep Web e dati personali

Deep Web e dati personali, un pericolo sconcertante

         
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Il Deep Web è ormai molto noto, ma sono molti i segreti che nasconde. Per chi non lo sapesse il Deep Web è una parte di Internet più criptica e pericolosa per i dati personali del normale Web e non è raggiungibile dai normali motori di ricerca. Il Deep Web comprende la percentuale maggiore di Internet. Per raggiungerlo c’è bisogno infatti di browser, software e hardware specifici come per esempio il programma TOR (The Onion Router).

Questa tipologia di Internet può essere usata a fin di bene per garantire una certa privacy e sicurezza; ma è anche un luogo estremamente pericoloso. Infatti, data la cripticità del Deep Web, al suo interno esistono anche mercati illegali (i cosiddetti dark market), compravendita di sostanze stupefacenti illegali, compravendita di armi, compravendita di carte di credito false, attività mafiose, vendita di materiale pedopornografico, servizi da assassini, vendita di medicine, servizi da parte di hacker, vendita di snuff movie e tanto altro. È un vero inferno, ma non finisce qui.

Il Deep Web è formato da sottocategorie ancor più misteriose e criptiche, come il Dark Web, il Charter Web e il Marianas Web (l’ultimo strato di internet). Di questi ultimi livelli si conosce poco e sono raggiungibili solo con programmi specifici e da esperti, probabilmente viene utilizzato anche da militari, servizi segreti, da attività top secret, da spie, da criminali di alto rango, da trafficanti di bambini, hacker esperti, da trafficanti di organi, da politici, per raccogliere i segreti di stato e segreti militari e chi più ne ha più ne metta. Una recente analisi ha evidenziato il valore che nel Deep Web hanno i nostri dati personali, una ricerca davvero sconcertante.

Il Deep Web e la compravendita dei dati personali

Le nostre vite ormai dipendono sempre più dalla tecnologia e da internet, ed è sia un male che un bene. Se ci pensiamo bene anche un semplice smartphone racchiude la nostra stessa esistenza, intimità e privacy. Un dispositivo elettronico può reputarsi a tutti gli effetti un’appendice di noi stessi. Proprio per questo motivo, nel Deep Web è fiorente l’illegale mercato di vendita e acquisto di dati personali di povere persone ignote che sono state poco attente nell’uso di internet.

Stando ad un’indagine dell’azienda di sicurezza informatica chiamata Kaspersky, analizzando circa 10 mercati illegali online, ecco il costo dei dati personali sul Deep Web:

  • Dettagli della carta di credito: da 5 a 16 euro;

  • Scansione della patente: da 4 a 21 euro;

  • Scansione del passaporto: da 4 a 13 euro;

  • Servizi in abbonamento: da 0,40 centesimi a 7 euro;

  • Dati identificativi (nome completo, codice fiscale, data di nascita, email, numero di cellulare): da 0,40 centesimi a 8 euro;

  • Selfie con i documenti (passaporto, patente): da 33 a 50 euro;

  • Cartelle cliniche: da 0,84 centesimi a 25 euro;

  • Conto corrente bancario: da 1/10% del valore;

  • Conto PayPal: da 42 a 418 euro.

Ciò che è inquietante è che simili dati sono parte di noi e vengono poi venduti senza nessuno scrupolo dai criminali. È un poco come perdere delle parti di noi, visto che possono rivendere anche le nostre cartelle cliniche, la nostra patente e le nostre foto al miglior offerente. Con questi dati i delinquenti possono appropriarsi di identità altrui per poter commettere tranquillamente truffe e reati vari, oltre anche a rubare soldi. Sono utilizzati anche per fare ricatti, estorsioni o minare alla reputazione o alla dignità di una persona. Oppure possono essere rivenduti a compagnie informatiche anche note e aziende di e-commerce. È una realtà sconcertante!

Consigli per tutelarsi

Giunti a questo punto bisogna dire che su Internet, con comportamenti sbagliati, si possono avere molti problemi. Il primo consiglio è quello più scontato, ma anche quello meno ascoltato visto che il 43% dei Millennial italiani non lo prende in seria considerazione, ovvero quello di utilizzare il web con consapevolezza.

Infatti saper gestire i propri dati e le proprie foto è il primo passo verso la sicurezza informatica. Per esempio non bisogna condividere con nessuno (nemmeno con persone fidate) password, email, dati bancari, foto e video intimi, dati finanziari, dati importanti, carte di credito, patente, carte di identità, codici fiscali, passaporti e altro; se non in particolari circostanze sicure, affidabili e controllate ed ovviamente senza cadere in psicosi. Bisogna poi utilizzare una VPN e servizi affidabili di sicurezza informatica. Inoltre bisognerebbe evitare di mostrare tutta la propria vita e vita privata su Internet, soprattutto con foto di bambini, la vita va vissuta, non mostrata al 100% sui social.

  • Infine bisogna stare attenti ad email truffaldine, messaggi anomali, a non fidarsi di chi non si conosce a pieno ed avere tutte le accortezze nel tutelarsi, proprio come nella vita reale. È importante anche segnalare sui social o alle forze dell’ordine eventuali comportamenti strani o tentativi di truffa o di estorsione. La speranza è che prima o poi le forze dell’ordine  inizino a comprendere a pieno i problemi del Deep Web e a prendere seri provvedimenti, Del resto anche Internet deve essere un posto civile.

 

Fonte immagine: Pixabay

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24