discriminazioni e minori

Discriminazioni e minori, i dati di Save the Children

 

Discriminazioni e minori, i numeri di Save the Children. Domani è la Giornata internazionale contro le discriminazioni e l’associazione presenta il progetto #UPprezzami

Più di 3 ragazzi su 5 vittime sono emarginati o derisi dai loro coetanei: questo è il rapporto tra discriminazioni e minori.

Non solo: 9 su 10 sono testimoni diretti di episodi contro i loro compagni, soprattutto a scuola.

I motivi di derisione vanno dall’orientamento sessuale, al colore della pelle fino alla condizione economica

Questi dunque alcuni dei risultati del sondaggio su discriminazioni e miniri diffuso da Save the Children

Un’indagine realizzata da SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children con il sostegno dell’Invalsi, che rientra nell’ambito della campagna UP-prezzami contro gli stereotipi.

E’ la prima campagna nazionale ideata e lanciata dagli oltre 400 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni coinvolti nel Movimento e impegnati in azioni di sensibilizzazione in 15 città italiane.

Immagine simbolo della campagna è un codice a barre che rappresenta le etichette con le quali si giudicano gli altri in modo superficiale accompagnato dallo slogan “Non fermarti all’etichetta”.#UPprezzami

Discriminazioni e minori le parole dei giovani di SottoSopra nel manifesto della campagna UP-prezzami:

La discriminazione esiste ed è pericolosa, fa male a tutti, a chi discrimina e a chi è discriminato.

È terribile come ne siamo assuefatti, non la vediamo e se la vediamo, la giustifichiamo.

Dobbiamo smettere di chiudere gli occhi, smettere di trovare scuse, di dirci che sono scherzi tra ragazzi, che c’è una giusta motivazione.

Ogni giorno, ognuno di noi, deve impegnarsi a strappare le proprie etichette e a smettere di attaccarne su gli altri, come fossero pacchi in un supermercato.

È per questo che serve l’impegno di tutti noi ed, in particolare, chiediamo l’aiuto del mondo della scuola perché è lì che, per la metà dei ragazzi intervistati, si consuma la discriminazione.

Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, aggiunge:

I giovani di SottoSopra hanno voluto accendere i riflettori su un tema che li tocca da vicino e di cui ritengono si parli troppo poco.

Per farlo, si sono cimentati per la prima volta, con il supporto di esperti, nella costruzione di una campagna di sensibilizzazione, in tutte le sue fasi, dalla scelta degli slogan fino alla realizzazione di un video.

È fondamentale che iniziative di questo tipo partano dai ragazzi, perché sono loro per primi a vivere queste situazioni spesso drammatiche.

Sappiamo che il coinvolgimento dei “pari” è fondamentale per isolare chi compie atti discriminatori.

Per non minimizzare qualsiasi segnale di chiusura verso le diversità e per diffondere una cultura di rispetto dei diritti di tutti.

Discriminazioni e minori, i risultati di #UPprezzami realizzato da Sottopra

Le cifre parlano de 61% degli studenti intervistati ha subìto direttamente situazioni di discriminazione dai propri coetanei.

Tra questi, il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato ed escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di brutte voci messe in giro sul proprio conto.

Il 16% è deriso e uno su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi. Tra chi ha subito discriminazioni:

  • il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori,
  • un altro 32% ha preferito parlarne agli amici,
  • mentre un significativo 31% non si è rivolto a nessuno.

Da sottolineare inoltre come solo un intervistato su 20 abbia scelto di rivolgersi agli insegnanti.

Un dato che assume ancor più peso se pensiamo che proprio la scuola si configura, secondo i risultati dell’indagine, come il luogo principale (45% dei casi) dove gli studenti assistono a discriminazioni.

Tra gli studenti che hanno dichiarato di essere stati testimoni di un comportamento discriminatorio verso un loro coetaneo, il 16% ha detto che la vittima era tale perché omosessuale o giudicata grassa, in più di un caso su 10 perché di genere femminile.

Mentre nel 9% dei casi si è trattato di una discriminazione dovuta al colore della pelle; nell’8,5% a una condizione di povertà economica e nel 7% perché la vittima era disabile.

Discriminazioni e minori, dall’indagine, infine, emerge come sia complesso combattere gli stereotipi

Questo perchè è difficili stanare e perché, alle volte, si tende a giustificare o sminuire le proprie azioni o quelle commesse da altri.

Quasi il 13% dei ragazzi intervistati, infatti, ha risposto che “picchiare i compagni di classe odiosi significa solo dargli una lezione”.

Quasi uno su 5 invece pensa che “ai ragazzi non importa essere presi in giro perché è un segno di interesse”; mentre quasi 1 su 3 ritiene “giusto maltrattare qualcuno che si è comportato come un verme”.

 

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.