Elsa Martinelli: la Audrey Hepburn della Maremma

Elsa Martinelli era un tornado di vitalità, intelligenza, allegria. Nasce nel 1935 a Grosseto ed è la penultima di otto figli il padre era ferroviere invece la madre casalinga; divenne star prima nel mondo del fashion e successivamente in quello dello spettacolo.
Eileen Ford, titolare della più importante agenzia americana di indossatrici, scopre Martinelli la quale poco dopo lascia Firenze per andare in America dove viene fotografata dai più grandi dell’epoca, ispirati da quella Audrey Hepburn in versione italiana.

E’ stata un modello femminile opposto a quello che un tempo apparteneva alle maggiorate. Al cinema Martinelli esordì nel western «Il cacciatore di Indiani» al fianco di Kirk Douglas nel lontano 1954. La sua carriera, da quel momento, prende il volo, rendendo l’attrice una giovane diva decisa e anticonformista. Non a caso per lei persero la testa personaggi come John Wayne e Frank Sinatra.

La sua vita

La prima gratificazione importante arrivò grazie a Mario Monicelli, facendole guadagnare l’Orso d’argento alla Berlinale del 1956. Dopo quel fortunato film (a soli 21 anni) arrivarono vari ruoli in film di spicco come: «Risaia» di Raffaello Matarazzo, «Notte brava» di Mauro Bolognini, in «Un amore a Roma» di Dino Risi, etc. Ma il fascino dell’attrice s’imponeva anche all’estero, in Francia e nuovamente in America, dove Martinelli lavorò con mostri sacri come Orson Welles ed Henry Hathaway.
Oltre all’aspetto fisico aveva un’ottima carta vincente cioè la capacità di rimanere modesta riuscendo ad imparare dalle proprie esperienze e avere un occhio critico verso sé stessa come si dimostrò successivamente, scrivendo la biografia «Sono come sono Dolce vita e ritorno». Nel suo essere riuscita a tornare, senza cedere ai meccanismi del mondo dello spettacolo, sta quel qualcosa in più che rende unico il personaggio di Martinelli.

…negli anni ’60

Alla fine degli Anni 60 l’attrice dirada sempre più le apparizioni sul grande schermo; successivamente incide un disco, prova a fare la giornalista, cerca di trovare un lavoro diverso, fino ad incontrare, un giorno, fotografo Willy Rizzo con cui, nel ‘68, si unisce in seconde nozze. Il primo marito fu Franco Mancinelli Scotti di San Vito con il quale era diventata contessa, nonchè madre di Cristiana, ma il matrimonio si era logorato in poco tempo, soprattutto, raccontava Martinelli nel suo libro, a causa dei tradimenti di lui.

 …e poi nel ’71

Nel 1971 la Martinelli conduce il Festival di Sanremo insieme a Carlo Giuffrè. Poco dopo si dedica alla scrittura della sua biografia,mantenendo sempre i suoi contatti, nutriti dai ricordi gioiosi e da una profonda conoscenza della vita.

Il rientro

Il grande rientro arriva nel 2004 in un telefilm dove la Martinelli si diverte a dipingere il ritratto di una cattiva temibile e ingegnosa. Il contrario ciò che è stata per tutta la vita:una donna realizzata e perfettamente in grado di assaporare la fortuna di stare al mondo.

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