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Governo Conte, primi cambiamenti in arrivo

         
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Ad appena due giorni dalla nascita, il governo Conte già si adopera per i primi cambiamenti che riguarderanno immigrazione, pensioni e delocalizzazione del lavoro.

Misure urgenti del governo Conte

Il cronoprogramma ufficiale sarà stilato solo la prossima settimana, dopo la “fiducia” del Parlamento ma, nel frattempo, sono già state fissate le priorità del neonato governo Lega- Cinque Stelle.

L’obiettivo dei due vice presidenti del Consiglio nonché neo ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini è dare un chiaro segnale di svolta in tempi rapidi che, oltre ad avere la funzione di un primo shock per l’economia, rappresenti la conferma della volontà di mantenere le tante promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale.

Non sempre i due si trovano in perfetta sintonia sul “modus operandi”, le differenti visioni dei due Partiti emergono già fin d’ora.

Salvini e Di Maio: le priorità non coincidono

Salvini punta a misure a forte impatto con l’immediata, parziale revisione del piano Minniti sugli immigrati facendo tagli ai 5 miliardi stanziati per l’accoglienza.

Tra le priorità del governo il nuovo Ministro dell’Interno inserisce  un primo intervento sulle pensioni per superare la legge Fornero aprendo la strada a quota 100 e quota 41.

Ma il M5S, in antitesi alla Lega, vorrebbe evitare di mettere in sofferenza il bilancio già dalle prime misure anche per dare un segnale rassicurante a Bruxelles prima di cominciare il confronto sulla revisione dei trattati e sulla possibilità di utilizzare nuovi spazi di flessibilità nella prossima legge di bilancio.

È quindi possibile che nella prima fase si opti per compromessi ragionevoli. Probabilmente per le pensioni saranno previste misure “preparatorie” dando magari il via solo a “opzione donna” (uscita a 57-58 anni con 35 di contributi e l’assegno “contributivo”).

Il primo pacchetto di misure urgenti del governo Conte conterrà sicuramente la riforma dei centri per l’impiego, indispensabile per un’attuazione fattibile del Reddito di Cittadinanza e per il rilancio dell’occupazione. Per tale riforma verranno messi a disposizione 2,1 miliardi.

Il M5S spinge molto per ottenere un primo dispositivo volto a frenare il fenomeno di delocalizzazione delle imprese, una delle principali cause della disoccupazione in Italia.

Sempre i pentastellati puntano ad inserire nell’immediata agenda di governo  un meccanismo taglia-leggi.

Anche l’Ilva sembra destinata, nelle intenzioni del governo, ad essere oggetto prima di luglio di una misura per congelare almeno in parte il piano Calenda.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24