i cani fiutano il coronavirus

I cani fiutano il coronavirus in maniera impeccabile

         
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A quanto pare i cani fiutano il coronavirus, questo è quanto emerso dopo una sola settimana di addestramento. Sono stati i ricercatori dell’Università di Medicina Veterinaria di Hannover, in Germania, a fare questa straordinaria scoperta. Il migliore amico dell’uomo riesce a fiutare il COVID-19 con una precisione sorprendente. Non è la prima volta che i cani vengono “utilizzati” per fiutare l’insorgere di alcune malattie. Dunque, quella di fiutare il COVID potrebbe essere una novità importante.

I cani fiutano il coronavirus: bastano alcune settimane di addestramento

Che i cani abbiano un fiuto eccezionale è risaputo. Infatti, i cani addestrati sono in grado di fiutare malattie quali  tumori, malaria e Parkinson. Questo perché alcuni particolari odori potrebbero ricondurre a specifiche malattie. Per questo motivo, è molto probabile che i cani siano in grado di fiutare il COVID-19. Sull’argomento è intervenuto Kids James Logan. Il capo del Dipartimento di controllo delle malattie della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha affermato quanto segue:

“Quando si ha una malattia, l’odore del corpo cambia. E i cani sono un eccellente esempio di capacità di rilevare odori e anche di impararli. Questo è ciò che intendiamo fare nella lotta al Covid-19″.

Durante i test, gli scienziati sono arrivati ad una conclusione. A quanto pare otto cani delle forze armate tedesche erano in grado di identificare, senza alcun errore, la presenza di COVID-19 nel corpo di un paziente. Nel 94% delle volte, è bastato un addestramento del cane di una sola settimana. Anche Maren von Koeckritz-Blickwede, professore all’università, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla scoperta. Egli avrebbe infatti affermato:

“Pensiamo che funzioni perché i processi metabolici nel corpo di un paziente malato sono completamente cambiati. Pensiamo che i cani siano in grado di rilevare un odore specifico prodotto [dal processo metabolico].”

Per i ricercatori, questi cani potrebbero essere d’aiuto nei luoghi molti affollati. Ad esempio in “Aree pubbliche come aeroporti, eventi sportivi, frontiere o altri raduni di massa”.

Fonte foto: pixabay

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Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,