Il cazzaro verde

Il cazzaro verde, irriverente libro di Andrea Scanzi

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Il “ Cazzaro verde” è il libro su Matteo Salvini scritto da Andrea Scanzi. È stato pubblicato il 24 ottobre 2019. Salvini è un personaggio molto amato e odiato nello stesso tempo. Scanzi fa un ritratto “scorretto” del cazzaro con il suo tipico stile irriverente. Ricordate la puntata di Fuori dal Coro del 18 luglio 2019? Sì, quella in cui Mario Giordano chiedeva a Salvini se fosse al corrente delle recenti inchieste portate avanti da L’Espresso. L’ex Ministro degli interni rispondeva dicendo di preferire Topolino a L’Espresso. Occorre riportare un simpatico aneddoto.

C’entra Roberto Gagnor, sceneggiatore Disney, colui che scrive fumetti per Topolino dal 2003. Ebbene Gagnor, cogliendo la palla al balzo, ha invitato Salvini a leggere sul serio il fumetto nel quale può trovare storie di fantasia, cultura e tolleranza. Di lì a poco Matteo ha rimosso il tweet. E quella volta in cui replicò alle solite domande sul tema, “i migranti? Basta con questa storia. In fondo migrante è solo un gerundio”?

Il cazzaro verde. Le bugie del cazzaro

Ma passiamo ad alcune delle bugie salviniane elencate e descritte (una dopo l’altra) nel libro. Ricordate la faccenda dei pastori sardi? Scrive Scanzi: ” Salvini aggiunse pure, con i consueti toni bassamente smargiassi, che non si sarebbe alzato dal tavolo delle trattative finché il prezzo del latte non fosse passato da 60 centesimi a 1 euro al litro”. Ovviamente solo chiacchiere. Secondo (forse) soltanto a Renzi noto per non aver mantenuto la promessa di smettere con la politica qualora avesse perso il 4 dicembre 2016. “Non è però diversa, né in gravità né per evidenza la reiterata bugia di Matteo Salvini secondo il quale il Salvimaio sarebbe durato cinque anni in barba a consensi e sondaggi” salvo ultimi ripensamenti.

Insomma i due Matteo sono degli imperdonabili bugiardi. Interessante è il paragrafo La cifra in cui Scanzi passa alla rassegna le condanne che ha ricevuto recentemente la Lega. Intanto a gennaio 2019 il tribunale di Milano ha condannato in primo grado 52 persone per l’inchiesta “Rimborsopoli” che vede decine di ex assessori ed ex consiglieri lombardi accusati di peculato.

Fonte immagine: notizie.tiscali.it

 
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Autore dell'articolo: Ilaria Martone

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