Il diabete e le fake news, un rischio per i malati
Il diabete e le fake news, un problema per i malati. Il mondo del web è pieno di notizie, molte delle quali purtroppo non propriamente vere
Infatti il diabete e le fake news creano non pochi problemi alla popolazione colpita da tale patologia (4 milioni di italiani).
Notizie tipo: “La carbonara risolve le ipoglicemie”, “con la dieta del gruppo sanguigno si può dire addio ai farmaci”, creano solo illusione tra le persone.
Per combattere dunque il diabete e le fake news è necessario partire da chi fa informazione; ecco perchè scende in campo anche l’Ordine dei giornalisti del Lazio e l’azienda Eli-Lilly
Insieme quindi hanno messo su un corso dal titolo Diabete e ipoglicemia severa, come raccontarli: parole, numeri e prospettive.
Un incontro che vuole cioè aiutare i giornalisti a combattere il disorientamento dei pazienti sia nell’ambito della relazione medico-paziente, sia nell’approccio terapeutico.
Rita Stara, vice presidente Diabete Italia, attraverso l’Ansa afferma:
Tra le informazioni false ci sono le abitudini alimentari in alcuni casi questi suggerimenti possono esporre i pazienti a rischi concreti.
Tantissimi per esempio hanno seguito prima o poi un’alimentazione iperproteica, ma ai diabetici fa male perché affatica i reni e aumenta il rischio di chetoacidosi metabolica.
Alimentazione e controllo della glicemia sono importanti ma per il Diabete di tipo 2, per esempio, conta anche lo stile di vita
Serve quindi mantenere un adeguato stile di vita e gestire la condizione a 360 gradi prendendo in considerazione anche importanti fattori di rischio cardiovascolare quali obesità e pressione arteriosa.
Per tale motivo MSD Salute ha lanciato l’hashtag #spingersioltre con l’intento di cercare di soddisfare i bisogni di salute a 360 gradi.
Spiega infatti Domenico Mannino Direttore U.O.C Diabetologia ed Endocrinologia Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria:
Non basta dire “diabete” per identificare un paziente e non bisogna mai dimenticare che i pazienti non sono tutti uguali.
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