Il Dpcm chiude lo sport dilettante

Il Dpcm chiude lo sport dilettante, le reazioni al Decreto

         
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Il Dpcm chiude lo sport dilettante, le reazioni. Limitazioni ancora più drastiche quelle del presidente del Consiglio Conte per limitare il contagio

Diverse dunque le novità rispetto alla scorsa settimana, tra queste il Dpcm chiude allo sport dilettante, palestre e piscine.

La scorsa settimana, a queste ultime, erano stati concessi sette giorni per adeguarsi alle norme anti Covid-19 ma, evidentemente, il rialzo dei contagi ha portato alla chiusura.

I provvedimenti saranno attivi comunque fino al prossimo 24 novembre e, secondo gli addetti ai lavori, mettono in ginocchio un intero settore.

Diverse infatti sono le reazioni al Dpcm che di fatto ha chiuso i cancelli di circoli sportivi e attività dilettanti

Ad esempio al telefono con l’Ansa Gianni Petrucci, presidente della federazione pallacanestro e per 14 anni n.1 del Coni, ha affermato:

Una situazione davvero pesante per tutto lo sport italiano, non solo per il basket: alla luce di quello che sta succedendo, aspetto con curiosità di vedere come sarà risarcito nei prossimi giorni.

Un disagio anche per chi lavora con gli articoli di sport; in tal senso è intervenuto Assosport, l’Associazione nazionale fra i produttori di articoli sportivi:

È legato a doppio filo al benessere della gente e tiene in piedi un comparto, quello dell’industria sportiva, attorno alla quale gravitano migliaia di famiglie.

Lo sport è tutt’altro che sacrificabile. La politica dovrebbe difenderlo, anziché imporre stop o ultimatum.

Per le nostre aziende un nuovo lockdown sarebbe impossibile da sopportare. L’impatto sull’occupazione sarebbe uno tsunami.

La politica ha davanti una sfida ardua: garantire la continuità delle attività economiche nella massima sicurezza.

Altro intervento è quello del Comitato 4.0 costituito da Lega Pro, Lega basket Serie A; Lega pallavolo maschile, Lega nazionale pallacanestro; Lega pallavolo femminile, Lega basket femminile e Fidal Runcard:

Lo sport è un settore produttivo a tutti gli effetti e, come tale, necessita di interventi di ristoro.

Contestualmente alle decisioni per contenere la diffusione del virus, il governo ci dica cosa intende fare per garantire un dignitoso futuro alle attività penalizzate dal nuovo decreto, compreso lo sport.

Abbiamo bisogno di misure di liquidità agevolata, il rinvio delle scadenze fiscali e aiuti a fondo perduto.

 

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.