Il taglio dei parlamentari è legge

Il taglio dei parlamentari è legge

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ROMA – Il taglio dei parlamentari è legge. Infatti la Camera dei Deputati, con 553 voti favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti, ha dato il via libera alla riduzione del 36,5% dei parlamentari. Passano così da 945 a 600. Per la precisione, la riforma riduce i deputati a 400 dai 630 attuali e i senatori a 200 dagli attuali 315.

Per la sua definitiva approvazione, trattandosi di un disegno di legge costituzionale, c’era bisogno della maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti. Missione compiuta. È la vittoria soprattutto del Movimento 5 Stelle che, con Luigi Di Maio in testa, aveva sempre voluto questo provvedimento.

Tra i contrari figura la senatrice di +Europa Emma Bonino, che in un’intervista a Linkiesta ha dichiarato:

“Centinaia di parlamentari cambieranno la Costituzione con più leggerezza di quella che userebbero per cambiare il regolamento condominiale. PD, Italia Viva e Leu pagano una tangente ideologica a Luigi Di Maio”.

Il taglio dei parlamentari è legge

Dal fronte di Forza Italia parla il senatore Nazario Pagano, capogruppo degli azzurri in Commissione Affari Costituzionali. Secondo lui, “la riduzione del numero dei parlamentari è pericolosa demagogia”. Ecco cosa dichiara Pagano in una nota:

“La scelta di ridurre il numero dei parlamentari mi trova fortemente contrario. Non è altro che propaganda e pericolosa demagogia. Non sono certo questi i problemi del Paese, bensì un’economia stagnante e un tasso di disoccupazione cronico. Il provvedimento è un attacco alla democrazia rappresentativa. È un tentativo di disarticolarla in favore della democrazia diretta tanto cara alla Casaleggio e associati. La misura porterà risparmi risibili e andrà a ridurre la rappresentanza. In più non risolverà affatto la lentezza cronica del procedimento legislativo”.

In generale, i contrari a questo taglio ritengono che si ridurrà il potere effettivo di ogni cittadino. Ci sarà una diminuzione della rappresentanza, lasciando interi territori totalmente scoperti. Calerà anche la capacità di intervento dei singoli parlamentari, in favore dei capigruppo e dei segretari politici. Invece i sostenitori del taglio fanno notare che il risparmio previsto con la riforma è pari a 57 milioni di euro annui netti. Inoltre meno parlamentari significherà procedimenti legislativi più snelli.

La legge ha ottenuto i due terzi dei voti in tutte e 4 le letture. Pertanto non c’è automatismo sul referendum popolare, a meno che non ne facciano richiesta un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori o 5 consigli regionali.

 
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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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