Il valore sociale dei consumi, il Rapporto Censis-Confimprese
Il valore sociale dei consumi, presentato il Rapporto Censis-Confimprese. L’ipotesi di un nuovo lockdown durante le feste di Natale metterebbe a dura prova gli italiani
Si chiama Il valore sociale dei consumi il rapporto stilato dal Censis con Confimprese nel quale si evidenzia che:
La metà degli italiani è disposta ad accettare i rigori della seconda ondata dell’epidemia solo perché è convinta che a breve arriverà una cura risolutiva o il vaccino.
Lo dicono soprattutto i residenti del Sud (il 55,2% rispetto alla media nazionale del 49,7%) e gli anziani (il 53,5%).
L’asticella dunque è fissata a Natale: ecco esplicitato l’orizzonte massimo di tenuta psicologica degli italiani all’indomani delle nuove restrizioni.
L’ultimo Dpcm infatti è un parziale lockdown che ha colpito lo sport e il mondo della ristorazione ma c’è il rischio che, sotto le festività natalizie, si torni alla chiusura totale.
Un’ipotesi quest’ultima che può danneggiare anche l’equilibrio psicologico delle famiglie
Per il 57,1% degli italiani infatti il benessere soggettivo dipende molto dalla libertà di acquistare i beni e i servizi che si desiderano; per il 79,4% gli acquisti riflettono anche la propria identità e i propri valori.
Il 70,3% dei cittadini dice che i consumi sono invece un pilastro della libertà personale, perché poter comprare le cose che si desiderano è una parte importante dell’autonomia individuale.
A livello economico inoltre c’è da dire che prima ondata, quasi 4 milioni di famiglie hanno già fatto ricorso a prestiti e aiuti da parte di familiari e amici, soprattutto quelle con redditi bassi (il 25%).
Le reti di sostegno informale sono state dunque spremute; ora per chi entra in sofferenza è alto il rischio di ritrovarsi soli
Così, paura e incertezza colpiscono maggiormente le persone con i redditi più bassi: il 60,3% di essi (contro il 37,2% medio) taglia i consumi per risparmiare soldi da utilizzare in caso di necessità .
Ma per il 76,9% degli italiani sostenere i consumi è una priorità per il benessere delle persone e per dare un supporto concreto all’economia in questa fase difficile.
Per il 15% il lockdown costa troppo, ci vogliono altre soluzioni; il 43,3% inoltre ritiene necessario garantire il giusto equilibrio tra la tutela della salute e la difesa dell’economia.
Il tal senso cioè bisognerebbe distinguere il rischio di contagio nei diversi territori, blindando i territori ad alto rischio e allentando la presa sugli altri.
Per il 30% infine la tutela della salute impone lacrime e sangue, quindi è inevitabile la sofferenza economica.
Mario Resca, presidente di Confimprese ha dichiarato:
La situazione della distribuzione e del commercio in generale; è già durissima oggi, con chiusure soltanto parziali, perché da quando si è cominciato a parlarne, la flessione è stata immediata. I clienti si sono diradati e la distribuzione, la ristorazione e il commercio hanno già intravisto i giorni bui di marzo e aprile.
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