Inter, la dirigenza sfoglia la margherita: cinque tecnici per ripartire

L’Inter è, come sempre, allo sfascio. Il primo anno di Suning è stato un disastro. Quattro tecnici cambiati, ottavo posto in campionato, eliminazione ai gironi di Europa League. Sono solo alcuni dei disastri combinati in stagione.
La proprietà cinese cerca dunque il riscatto. Per farlo è necessario affidarsi ad un tecnico che abbia carattere, qualità e spirito vincente.
Sono cinque i candidati alla panchina nerazzurra. Vediamo chi sono.

Conte

Antonio Conte è il preferito di Suning per la panchina dell‘Inter. L’attuale allenatore del Chelsea ha appena vinto il suo quarto titolo in carriera, il primo in Inghilterra. Piace per le sue doti di comando e di leadership. Nessuno come lui è capace di tirare fuori il meglio da tutta la rosa. Suning ci punta forte. Con lui perfino giocatori qualitativamente scarsi come Joao Mario, Kondogbia e Nagatomo potrebbero emergere.
Le controindicazioni vengono dal suo passato juventino e dalle difficoltà di ingaggio. Conte, infatti, è amato da stampa, tifosi e squadra. Se Abramovich lo mettesse nelle condizioni di lasciare il Chelsea, dalle parti di Stamford Bridge scatterebbe la rivolta. L’impressione è che il suo attendismo, derivi solo dal fatto di avere soddisfatte più ricgieste da Abramovich.

Simeone

E’ il secondo nome della lista dei tecnici. Simeone ha caratteristiche psico-tattiche simile a Conte. Con lui l’Atletico è arrivato ai vertici del calcio europeo. A suo vantaggio gioca anche il vantaggio di essere un’ex interista.
Anche qui, però, vi sono difficoltà oggettive nell’ingaggio.
Simeone è contrattualmente legato all’Atletico Madrid, dove fa il bello e il cattivo tempo. Suning dovrebbe dargli le stesse garanzie per spingerlo ad abbandonare la Spagna e iniziare una nuova avventura, da zero, all’Inter.
Il problema è che è stato appena ingaggiato Sabatini e c’è anche Ausilio. Questo significa che il Cholo avrebbe autonomia zero sul mercato. Difficile che accetti di fare solo l’allenatore.

Pochettino

E’ il nome nuovo uscito fuori in questi giorni nella rosa dei possibili tecnici dell’Inter. Pochettino, dalla sua ha il fatto di essere giovane e di aver portato il Tottenham ai vertici del calcio inglese. Le controindicazioni, però, sono molte di più. Anzitutto non ha vinto nulla, in due stagioni in cui le grandi come City, United, Arsenal Liverpool e Chelsea (lo scorso anno) stanno faticando. Farsi superare dal Leicester di Ranieri nella lotta al titolo non è esattamente una nota di merito.
In secondo luogo è un allenatore che potrebbe presentare gli stessi problemi di De Boer. Infatti, non conosce il calcio italiano e non è abituato ad allenare star viziate e indisciplinate.
Rischia di fare la fine dell’olandese.

Sarri

Maurizio Sarri piace per il suo modo di intendere il calcio, per la capacità di spingere i giocatori oltre i propri limiti e per la maniacalità del lavoro.
Più che il contratto che lo lega al Napoli, il suo problema è la scarsa comunicatività. Il tecnico napoletano, infatti, troppo spesso è indisciplinato e uori controllo a livello mediatico, finendo per attaccare la sua stessa società. A livello mediatico, un autentico dramma. Inoltre, lavora sempre con un gruppo ristretto di giocatori, finendo per emarginare parte della rosa.
Messo in un contesto come quello interista, dove anche l’ultimo elemento della rosa è convinto si essere un futuro pallone d’oro, rischierebbe di far implodere lo spogliatoio su sè stesso.

Spalletti

E’ il nome più fattibile. A fine giugno scadrà il suo contratto con la Roma e lui non lo rinnoverà. Ha già lavorato con Sabatini ed è bravo nel valorizzare i giocatori che la società gli mette a disposizione. Vero, anche lui non ha un curriculum eccezionale a livello di successi, almeno in Italia, ma le sue squadre giocano bene e con la Roma è arrivato a insidiare la Juventus.
Per questo il suo ingaggio, al  momento, è quello più probabile. 

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