La fosfina su Venere è un falso, una rianalisi lo afferma
Si sa, nella Scienza nulla è certo fino alla certezza assoluta. È così che funziona il metodo scientifico: una partita fatta di tesi e contro tesi, tutte supportate da evidenze e prove, con lo scopo di avallare (o affossare) una certa tesi. Non c’è spazio per dicerie e supposizioni.
Ed è capitato anche alla scoperta di fosfina su Venere. Dopo l’annuncio mondiale della scoperta, nonostante il gruppo di ricerca abbia aspettato con cautela di rivelare la propria scoperta per avere più prove possibili a sostegno della propria tesi, la partita scientifica è iniziata. Una rianalisi indipendente afferma che la fosfina su Venere è un falso.
La fosfina su Venere è un falso?
Mettiamo subito in chiaro. Non si parla di un falso volontario, bensì di un possibile falso positivo, nato da un’errata interpretazione delle prove a supporto della presenza di fosfina sul secondo pianeta del sistema solare.
La nuova ipotesi è presente in un paper “pre-print”: una sorta di bozza archiviata in attesa di essere controllata.
Il gruppo di studio asserisce che non ci sarebbero evidenze rilevanti della presenza di fosfina nell’atmosfera venusiana; il tutto se si applicassero differenti metodi di analisi.
Ma si tratta di, appunto, un pre-print che non avrebbe reale valore scientifico in questa stato.
La notizia della fosfina ha riacceso l’attenzione, paradossalmente nell’anno di Marte, su Venere, da decenni non più interessato da massicce campagne di ricerca. Attualmente una sola sonda giapponese Akatsuki è attiva attorno al pianeta. Mentre solo da parte dell’agenzia spaziale Indiana è in previsione una nuova missione per studiarne l’atmosfera; tuttavia è ancora ben lontana dall’essere confermata.
Lo studio è stato depositato e consultabile sulla piattaforma arxiv a questo indirizzo.
In rotta verso Mercurio passando da Venere
Fortunatamente c’è un sonda che potrebbe “dare un’occhiata”. Ed è già pronta e in viaggio.
Si tratta della sonda Bepi Colombo dell’Agenzia Spaziale Europea e della giapponese JAXA. Sebbene il suo obiettivo sia Mercurio, nel suo lungo viaggio per raggiungerlo dovrà compiere due fly-by su Venere per sfruttare la gravità per rallentare e abbassare la propria orbita verso il Sole. Nei due sorvoli (uno dei quali avvenuto il 15 ottobre, l’altro avverrà nel 2021) la sonda potrà puntare alcuni dei suoi strumenti per mappare la composizione atmosferica alla ricerca di nuove prove a sostegno della presenza della fosfina su Venere.
Fonte foto: Wikimedia commons
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