La pittura rupestre più antica, la scoperta in Indonesia
Fin dalla notte dei tempi, l’arte visiva è stata fondamentale per l’umanità. Era ed è tuttora un modo per esprimere un pensiero, un concetto o la semplice e pura realtà. Sono moltissime le opere d’arte nella storia umana; basti pensare ai quadri di Giotto, di Leonardo da Vinci, di Donatello, di Van Gogh, di Raffaello, di Picasso, di Michelangelo, di Caravaggio, di Modigliani, di Paul Gauguin, di De Chirico, di Botticelli e tanti altri. L’arte visiva, però, ha origini ben più antiche ed è il caso di parlare delle famose pitture rupestri. Di recente i ricercatori hanno scoperto nientemeno che la pittura rupestre più antica.
Cosa è una pittura rupestre?
Le pitture rupestri sono, per chi non lo sapesse, pitture ritrovate nelle grotte o, più raramente, ritrovate in altri luoghi, risalenti alla preistoria partendo dal Paleolitico. Sono tra le prime forme artistiche umane, insieme ai graffiti rupestri. Quest’ultimi creati non tramite pitture e colori, ma letteralmente incidendo la roccia tramite vari strumenti appuntiti.
Prevalentemente i soggetti raffigurati in una pittura rupestre sono animali, piante, scene di caccia, figure umane ed anche scene di vita quotidiana. Non mancano ovviamente, nelle pitture rupestri, misteri ed enigmi.
Gli autori delle pitture rupestri erano uomini simili a noi ma, antropologicamente parlando, più “primitivi”. Si parla di Uomo di Neanderthal e di Homo sapiens (quello più simile a noi). Le pitture rupestri sono situate prevalentemente in Italia, in Spagna, in Francia ed anche in Asia e in Australia.
Per fare una pittura rupestre un individuo (o più individui) usava colori di origine minerale, carbone, gesso e altri colori di origine vegetale o animale, ed altro. I colori venivano poi compattati in piccoli blocchi o legati con sangue, grasso, acqua o altro. In seguito si dava sfoggio alla propria vena artistica.
Seppur relativamente semplici, le pitture rupestri sono di un fascino e di un’importanza immensa; sia per il valore storico che per quello culturale. Un recente studio ha evidenziato quella che sembra essere a tutti gli effetti la pittura rupestre più antica che esiste.
Una scoperta sensazionale
La pittura rupestre più antica finora scoperta è situata in Indonesia, più precisamente nell’isola di Sulawesi (recentemente colpita da un devastante terremoto di magnitudo 6,2 che ha causato finora la morte di 73 persone). Inizialmente le pitture rupestri su quest’isola sono state ritrovate nel 2017, insieme anche alla scena di caccia più antica, disegnata ben 44mila anni fa, scoperta in una grotta. Le altre pitture rupestri si trovano principalmente in due grotte chiamate Leang Tedongnge e Leang Balangajia 1. Ma in Leang Tedongnge è stata ritrovata quella più antica, protagonista di uno studio recente.
Tramite gli studi di alcuni ricercatori della Griffith University in Australia si è potuto capire che la pittura rupestre ritrovata nella grotta Leang Tedongnge è la più antica finora scoperta.
Utilizzando analisi di datazione della serie dell’uranio, per analizzare la pittura rupestre e i depositi minerali sopra di essa, gli studiosi sono giunti alla conclusione che quella pittura rupestre ha un’età di almeno 45.500 anni; anche se per gli scienziati può essere ancor più antica. Attualmente è in ogni caso la pittura rupestre più antica finora scoperta.
Raffigura alcuni cinghiali, di color rosso ocra, endemici dell’isola di Sulawesi, della specie Sus celebensis, chiamati anche cinghiali di Sulawesi. Oltre ai cinghiali ci sono anche disegni di mani.
È un disegno molto semplice, ma è molto affascinante e davvero meraviglioso. Al momento è la pittura rupestre più antica e questo la rende ancor più spettacolare. Non ci resta quindi che ammirare questa vera e propria opera d’arte e meditare sull’importanza della vita.
Fonte immagine: GreenMe
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