Il Servizio Le Iene su Tiziana Cantone: chi è responsabile per la sua morte?

Ieri sera, domenica 30 aprile, è andato in onda il consueto appuntamento con il varietà Le Iene Show. In questa puntata la Iena Roberta Rei ricostruisce, attraverso interviste esclusive alla madre e all’ex-fidanzato, le dinamiche che hanno portata la povera ragazza al suicidio.

Tiziana Cantone: La Giustizia Non Ha Ancora Trovato un Colpevole.

Per i pochi che non conoscessero la vicenda, Tiziana Cantone è morta suicida l’anno scorso, giovanissima, a soli 33 anni, a causa di qualcuno che avrebbe diffuso su internet immagini e video intimi che la ritraevano col fidanzato.

La procura non è stata purtroppo in grado di trovare colui che ha postato per primo quei video, estremamente privati, sul web: il caso Cantone andrà ad  incrementare la pila dei casi irrisolti della legislatura italiana e la ragazza non riceverà giustizia.

La Iena Rei ripercorre assieme alla madre le tappe che hanno portato Tiziana ad un lento deperimento fisico ed interiore: dal non uscire più di casa, alla depressione, all’anoressia: guardando il servizio ci si chiede com’è possibile che una giovane vita si trasformi in tragedia così presto e senza una ragione.

La morale: colpevoli della morte di Tiziana, almeno dal punto di vista etico, sono tutti coloro che hanno condiviso e commentato quei filmati estremamente personali, che non avrebbero mai dovuto possedere in quanto non di loro proprietà.

Ma soprattutto, quelli che li hanno guardati con occhio giudicante: perché nella nostra bella Italia retrograda e bigotta la vergogna più grande per una donna non è rubare e nemmeno uccidere, bensì fare sesso, provare piacere: questa è la grande macchia, il grande peccato che non tange l’uomo, in quanto unico dei due sessi con il diritto al godimento e all’orgasmo.

Perché, in fondo, la donna non è ridotta a oggetto quando compare in pose sexy sui manifesti e sui reclami pubblicitari, bensì ogni volta che si pensa, si sottintende , si afferma che quest’ultima debba rendere conto all’uomo del proprio piacere e della propria voluttà, in sostanza… della propria sessualità.

Fonte: Le Iene

Damiano Dario Ghiglino


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