Le scuole non riapriranno prima di Pasquetta

Le scuole non riapriranno prima di Pasquetta

         
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ROMA – Le scuole non riapriranno prima di Pasquetta. A dirlo è stata la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, secondo quanto appreso dall’ANSA. Infatti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado “saranno sicuramente chiusi” fino al prossimo 13 aprile. La ministra Azzolina invita quindi il mondo della scuola a continuare a puntare sulla didattica a distanza. Vi avevamo già anticipato che le lezioni non sarebbero riprese all’inizio di questo mese, come in un primo momento si era paventato (tutti a casa fino al 3 aprile).

Intanto e’ in corso un lavoro al Ministero dell’Istruzione sugli esami di Stato. A tale proposito, la ministra ha invitato i dirigenti scolastici a non lasciarsi influenzare da ciò che si sente e si legge in queste ore, anche sulle valutazioni degli alunni:

“Le notizie ufficiali arrivano dal Ministero – così la Azzolina – Alcune decisioni vanno prese in modo celere”.

Le scuole non riapriranno prima di Pasquetta

Critici con la ministra Azzolina sono i sindacati. Questa l’accusa di Francesco Sinopoli, Segretario generale della Flc Cgil:

“Nessuna data certa sul calendario scolastico, nessuna proposta di organizzazione dei tempi di vita e di studio degli studenti, soprattutto di quelli che devono affrontare gli esami di Stato, niente su come si pensa di organizzare il nuovo anno, né su organici, reclutamento e mobilità”.

Maddalena Gissi, leader della Cisl scuola, invita invece ad “aprire al dialogo“:

“Dobbiamo pensare all’avvio del prossimo anno e molti adempimenti amministrativi di oggi rischiano di creare confusione ed incertezze”.

Anche Pino Turi della Uil chiede un Piano condiviso con tutti i soggetti politici e sociali “per chiudere l’anno senza che nessuno debba averne danno e aprire il nuovo, evitando conseguenze”.

Intanto la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani ha annunciato che sono in arrivo 200 milioni di euro per permettere a tutte le scuole del Paese di navigare gratuitamente in banda ultra larga. Anche quello della velocità di connessione, infatti, è un problema con cui il mondo della scuola si sta confrontando in queste settimane.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24