Legge elettorale, Mattarella promulga il Rosatellum: ecco cosa cambia

L‘Italia ha ufficialmente la sua nuova legge elettorale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato, infatti, il cosiddetto Rosatellum. La legge contiene modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e la delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali.
A questo punto, è tutto pronto per andare al voto, previsto per il 2018.

Legge elettorale: cosa cambia

Il Rosatellum (dal nome del capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati, Ettore Rosato, suo ideatore) cambia il sistema elettorale italiano e anche il futuro quadro politico del nostro Paese. La prima novità sta nei collegi uninominali. Questi saranno solo 231, ovvero il 36% dei Seggi della Camera. I restanti 399 saranno eletti con il sistema proporzionale. Le circoscrizioni estere ne voteranno 12. Uno è riservato alla Valle D’Aosta tramite collegio uninominale.
I rimanenti 386  saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi.
Sarà il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28 alla Camera e 20 al Senato.
Da notare che, la soglia di sbarramento, nel sistema proporzionale, sarà pari al 3%.

Il sistema di voto

Il Rosatellum cambia anche il sistema di voto. Invece di sue schede elettorali (una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto), vi sarà una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.
Inoltre, i I voti degli elettori che avranno barrato il nome del solo candidato del collegio uninominale saranno distribuiti proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del collegio.
Infine, non è previsto nessuno scorporo del voto.

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