Libertà di stampa, Italia al 52° posto

Buone notizie per l’Italia, per quanto riguarda la libertà di stampa. Lo studio annuale di Reporters sans Frontieres ha pubblicato oggi la classifica dei Paesi dove il diritto di espressione è garantito, e l’Italia rispetto allo scorso anno ha guadagnato ben 25 posizioni, passando dal 77° posto al 52°. C’è ancora molta strada da fare prima di poter affermare che nel Belpaese l’informazione è libera, ma scalare in un anno 25 posizioni è un risultato soddisfacente.

Nonostante questo, però, la classifica spiega che i giornalisti italiani sono ancora oggetto di intimidazioni da parte di soggetti potenti, in particolare del mondo politico. Vi sono giornalisti «minacciati dalla criminalità organizzata» spiegano gli esperti di Rsf nella valutazione, come si è potuto vedere nei mesi scorsi o pensando a Roberto Saviano. Ma anche da «politici come Beppe Grillo, del Movimento 5 stelle, che non ha esitato a rendere pubblica l’identità dei cronisti che lo infastidiscono».

Libertà di stampa migliore dopo il caso Vatileaks

Sempre nella valutazione, Rsf spiega anche perchè l’Italia ha guadagnato così tante posizioni rispetto il 2016: l’assoluzione dei due giornalisti Nuzzi e Fittipaldi – i quali avevano scritto un libro riguardanti diversi scandali all’interno del Vaticano – oltre a molti altri perseguiti legalmente, hanno consentito una maggiore libertà d’informazione.

Oltre a questo, però, sono ancora troppi i giornalisti oggetto di violenze da parte di criminali, oltre che pressioni dai politici italiani. Molti, per evitare accuse di diffamazione, decidono di autocensurarsi, spiega sempre Rsf. Per ovviare questo problema, il rapporto parla anche del ddl diffamazione: il testo è fermo in Senato da molto tempo, il quale dovrebbe eliminare la reclusione per i giornalisti accusati di diffamazione o per aver scritto involontariamente notizie non veritiere, mentre prevede di  aumentare le sanzioni per coloro che ricorrono a querele solo con lo scopo di intimidire e  minacciare i media informativi.

Maglia nera alla Corea del Nord, primo posto la Finlandia

Corea del Nord, Egitto e Turchia sono solo alcuni dei Paesi neri, dove la libertà di stampa è solo un modo di dire. L’ultimo posto lo guadagna la Corea di Kim Jong-un, ma non distano di molto nemmeno l’Egitto e la Turchia, come si è visto negli ultimi mesi. La Finlandia invece “ruba” il primo posto alla Norvegia, dopo 6 anni di primato, a causa della nascita di problemi a livello politico e conflitti d’interesse.

Immagine presa da reggionelweb.it.

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