Lo sdijuno abruzzese: alla scoperta della tradizione
Lo sdijuno abruzzese: alla scoperta della tradizione. Ogni nazione ha le sue regole non scritte, ogni regione ha i suoi modi di dire e di fare
Uno di questi per esempio è lo sdijuno abruzzese antica tradizione contadina del mangiare abbondante solo a metà mattinata.
Fare colazione va bene, rigorosamente con un buon caffè ma a metà mattina, per chi vive e lavora la terra, lo stomaco inizia a brontolare.
Quindi l’unica soluzione è mangiare qualcosa; non nel senso di stuzzicare ma mangiare sul serio.
Si sa che in campagna si va molto presto, anche prima dell’alba e, di conseguenza, la mattina è lunga e la fame si fa sentire.
Ecco perché per tanti lo sdijuno è il piatto portante dell’intera giornata al centro anche di una ricerca dell’università di Teramo
Tale indagine infatti avrebbe rilevato un nesso tra la longevità degli abruzzesi e questa antica tradizione.
Un nesso evidenziato dal fatto che sono 150 i comuni abruzzesi che vantano un tasso di longevità uguale, se non superiore, a quello di Villagrande.
Esso è borgo sardo noto in tutto il mondo per il suo numero record di centenari.
In particolare dunque si vive a lungo nelle aree interne dell’Abruzzo. A ridosso dei parchi del Gran Sasso e della Majella, e nella Marsica.
Da questo studio comunque si conferma come l’Italia centenaria è un dato di fatto reale i cui fattori sono altresì legati all’alimentazione
Come spiega a Vanity Fair Mauro Serafini, docente di Alimentazione e Nutrizione umana alla facoltà di Bioscienze dell’università di Teramo:
Lo sdijuno mattutino abruzzese è perfettamente in linea con le più recenti evidenze scientifiche.
Esse rimarcano l’importanza di concentrare i pasti della giornata e soprattutto di limitare l’apporto calorico la sera, quando il metabolismo rallenta.
Sulla base di queste premesse, la tradizione abruzzese si profila come un modello alimentare peculiare, precursore delle recenti diete del digiuno.
Condividi Articolo:


