L'Onu boccia Gerusalemme capitale d'Israele

L’Onu boccia Gerusalemme come capitale d’Israele

L’Assemblea generale dell’Onu ha bocciato la decisione degli Usa di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Questa decisione segna una rottura totale tra le Nazioni Unite e lo stato americano. Anche l’Italia si รจ schierata a favore della bocciatura.

Frattura Onu-Usa

Si va verso una rottura tra l’Onu e gli Usa. La decisione dell’Assemblea delle Nazioni Unite di non avvallare la scelta di Trump di spostare l’ambasciata americana in Israele presso la Cittร  Santa, segna un disaccordo storico. Contro gli Stato Uniti si sono schierati anche Italia, Francia, Germania e Regno Unito.
La convocazione dell’Assemblea generale รจ stata richiesta dai rappresentanti di Turchia e Yemen, a seguito del veto posto il 19 dicembre dagli Stati Uniti a una bozza di risoluzione simile proposta dall’Egitto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

In seguito alla decisione del’Assemblea รจ arrivata durissima la presa di posizione dell’ambasciatrice Usa Nikki Haley. La Haley ha confermato l’intenzione di spostare l’ambasciataย  e ha aggiunto che “Nessun voto alle Nazioni Unite farร  la differenza. Ma questo รจ un voto che gli Stati Uniti ricorderanno. Ricorderanno il giorno in cui sono stati attaccati per aver esercitato il loro diritto come nazione sovrana.”

Scontro totale

Anche Israele non รจ stato tenero nei confronti dell’Onu. Netanyahu, giร  prima del voto, aveva definito le Nazioni Unite “la casa delle bugie”. A questo punto non si esclude nessuna ipotesi, anche l’uscita clamorosa degli Stati Uniti dall’Onu. La spaccatura sembra non essere ricomponibile. Il Ministro degli Esteri palestinese,ย Riyad al Maliki, ha aperto il suo discorso sottolineando come “la decisione degli Stati Uniti non influenzerร  lo status di Gerusalemme, ma colpisce la condizione degli Stati Uniti come mediatore di pace. Gli Stati Uniti hanno perso un’opportunitร  per rivedere la decisione e unirsi alla comunitร  internazionale ponendo fine al suo isolamento nel mondo”.
Parole che presuppongono una situazione sempre piรน critica in Medio Oriente.

Condividi Articolo: