Marco Bussetti

Marco Bussetti, all’Università “G. D’Annunzio”di Chieti.

         
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Marco Bussetti, visita stamattina l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti – Pescara.

Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca della Repubblica Italiana è intervenuto in un seminario, tenuto nel campus di Chieti, che ha avuto come tema  “L’università del futuro: prospettive ed emergenze”.

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Marco Bussetti, visita all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, il saluto

All’illustre ospite il Magnifico Rettore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti – Pescara, Prof. Sergio Caputi,  ha rivolto un indirizzo di saluto e di omaggio, che qui di seguito si trascrive:

Buongiorno a tutti; un buongiorno alle Autorità, al nostro Vescovo , che ci è sempre molto vicino, a tutti Voi, Docenti e Studenti, o comunque, Signori e Signore, che siete voluti venire qui,  nella casa della cultura della nostra Università.

E chiaramente un benvenuto grande va al nostro Ministro Marco Bussetti .  Lo considero il vero  padrone di casa, anche perché è la prima volta, che io almeno  ricordi, che un ministro dell’università ci viene a fare visita.

Credo e spero che non sia l’ultima volta e che la prossima volta abbia un po’ più di tempo, Ministro, per poter vedere semplicemente quello che è il nostro lavoro e quello che noi facciamo qui nella Università che ci è stata affidata come gestione.

So che Lei ha pochissimo tempo, quindi se non Le dispiace oltre al benvenuto vorrei  cederLe la parola per sentire per un momento quello che ha da dirci sul presente e il futuro della nostra Università e del nostro Paese”.

A questo punto ha preso la parola il Ministro Bussetti che ha soggiunto:

Buongiorno, buongiorno a tutti. Un caro saluto a Lei Magnifico, a tutte le Autorità Civili, Militari e Religiose qua presenti, grazie.

Sono veramente contento di esser qui presso l’Università D’Annunzio. Ritenuta, e lo sapete anche voi, tra i più grandi e importanti Atenei d’Italia per numero di studenti, docenti, collaboratori e anche per la varietà dell’offerta formativa che voi avete qua in questo bellissimo ateneo.

E’ vero, è un po’ di tempo che un Ministro dell’Istruzione Universitaria e della Ricerca non viene a trovarvi.

Ministro Marco Bussetti, il discorso

Forse non so se è mai stato presente un Ministro qua ad oggi in questa università, ma io ho deciso di farlo con tanto entusiasmo, soprattutto con curiosità anche per apprezzare e ammirare il vostro lavoro.

Siete un esempio perfetto della sinergia virtuosa tra Enti Locali e Comunità Territoriali.

Questo lo testimonia anche il fatto che il 40% dei vostri iscritti proviene da fuori regione.

Un centro di attrazione di alto livello che convoglia nel vostro Campus molte delle migliori risorse del medio Adriatico. Un’università  dall’Abruzzo per l’Abruzzo e per il centro Italia. Un’università all’avanguardia nazionale e anche internazionale.

Non posso che farvi i complimenti per la vostra fondamentale partecipazione all’avventura della recente scoperta dell’acqua su Marte, come per le numerose attività svolte in campo biomedico grazie all’eccellenza dei vostri centri di ricerca.

L’Italia è fatta di città e di realtà locali e il loro insieme costituisce il Sistema Paese. L’attenzione al territorio è quindi fondamentale affinché si instauri una diffusione delle pratiche virtuose in tutta la penisola. Oltretutto noi abbiamo anche una particolarità nei nostri comuni.

Noi abbiamo più del 50% dei comuni italiani che sono sotto  i 3000 abitanti e questo dà ancora di più il senso di sentirsi parte di comunità, il senso di appartenenza e di cittadinanza. Mettere insieme invece comuni, città, sistema e territorio è un percorso che voi riuscite già a fare con grande efficacia; da questo punto di vista e come governo,  siamo perfettamente consapevoli  anche di altre difficoltà che incontrate in questa terra.

Soprattutto dopo quelli che sono stati gli anni post sisma. Ma la politica è servizio e quindi siamo qui per sostenere l’Abruzzo e tutta l’Italia. E ripartiamo dal sapere. E’ valorizzando la cultura che progettiamo un futuro di prosperità e benessere.

Non è retorica.

Ci dobbiamo credere e diffondere questo messaggio – sostiene  Marco Bussetti-

E’ con la ricerca, il perseguimento degli obiettivi della terza missione, il rafforzamento del trasferimento tecnologico, l’implementazione del partenariato pubblico  – privato che si sviluppa un ecosistema per l’innovazione del territorio italiano.

Da qui poi deve partire il nuovo Rinascimento dell’Italia e quindi anche dell’Europa.

La scuola, l’università, la ricerca sono componenti essenziali  del bene e del processo di crescita del sistema Italia. L’Istruzione da questo punto di vista è un bene pubblico necessario alla formazione e alla crescita di un popolo.

L’università deve essere aperta all’intera comunità, non chiusa in se stessa a volte anche in maniera autoreferenziale. Deve stimolare nei giovani  spirito critico e creativo. Acutezza, attitudine a prendere iniziative ad assumersi responsabilità. Autonomia nella riflessione (soprattutto quella personale).

Bisogna fare sistema affinché le attitudini, e non le competenze, le potenzialità, le disposizioni degli studenti possano attualizzarsi e realizzarsi affinché ciascuno abbia la possibilità veramente di arrivare a raggiungere gli scopi propri e di soddisfare anche i propri bisogni.

Dobbiamo lavorare per integrare e intersecare il sapere scientifico e umanistico renderli complementari.

Oggi più che mai il sapere deve essere trasversale, poliedrico, polivalente, flessibile, plastico, multiforme, eclettico.

Un po’ come fu quel genio di Leonardo Da Vinci.

Quest’anno ricordiamo il 500° anno della sua morte e per questo lo festeggeremo in tutta Italia e cerchiamo di non farci superare dai francesi che stanno anche loro preparando tutta una serie di manifestazioni in suo onore.

A voi ragazzi dico di essere coraggiosi e sempre curiosi e aggiungo, anche da papà, sinceri con voi stessi. Non cedete alla rassegnazione.

A volte si è frustrati, si è arrabbiati, con gli altri, con se stessi, un po’ disillusi. Dovete aver coraggio.

Mai aver paura – continua Marco Bussetti-

Combattete per tener sempre viva la fiamma della passione per la vita.

Cito una frase di Gabriele D’Annunzio.

La passione in tutto.

Desidero le più belle, le più lievi cose perdutamente, come le più gravi, le più grandi.

Non ho mai tregua affinché il progresso scientifico e tecnico possa tradursi in effettivo benessere per la società. Bisogna far divenire la ricerca  il motore nell’innovazione della crescita economica del paese.

La politica deve generare quell’humus fertile affinché cresca un ecosistema per l’innovazione.

Tradurre la ricerca in valore economico è fondamentale perché il sistema economico e sociale diventi sempre più dinamico ed efficiente. Bisogna sviluppare relazioni sinergiche tra gli attori chiave del sistema formativo ed economico. Per questo, brevetti, esportazioni tecnologiche, investimenti, investimenti startup, collaborazioni università / impresa.  Investire sull’università  e sulla ricerca significa investire sullo sviluppo del paese. Per contrastare il basso numero di laureati ed essere soprattutto attrattivi dall’estero.

Per fare questo  occorre una stretta collaborazione tra mondo della scuola e dell’università.

Enti locali, ricerca, regioni, aziende del territorio.

Tutto ciò porta a promuovere processi virtuosi e a creare cluster tecnologici a forte impatto lavorativo.

Dobbiamo consolidare in modo sistematico le strutture di trasferimento tecnologico.

Devono diventare reali strumenti di valorizzazione e trasferimento professionale per chi si occupa di ricerca a livello territoriale.

Ingegneri e scienziati devono essere messi a disposizione delle aziende locali per sviluppare, per innovare i processi e creare nuovi prodotti.

E’ necessario che chi traduce conoscenze in valore industriale abbia un bacino da cui attingere con semplicità e soprattutto velocità.

E l’Italia in fatto di creazione e di conoscenza non è seconda a nessuno nel mondo.

Dobbiamo implementare il partenariato pubblico / privato (sostiene Marco Bussetti)

Le parole chiave sono: meritocrazia e competitività.

Stiamo lavorando per fare sistema e non disperdere energie.

Non è possibile che noi formiamo i giovani e poi i benefici di questa eccellente formazione li vivano gli altri stati.

E’ positivo che i  nostri ragazzi vadano all’estero per fare esperienza, ma devono tornare qui.

E creare le condizioni adeguate è compito nostro e per questo ci stiamo lavorando.

Lo stesso principio vale a livello regionale.

Per troppo tempo territori come l’Abruzzo sono stati lasciati soli dalle istituzioni.

Bisogna portare avanti delle politiche economiche e occupazionali che spigano a non emigrare ma a investire nei territori locali.

Tutti devono essere messi  in condizione di fare la loro parte per contribuire alla crescita di questo nostro meraviglioso paese.

Rafforziamo quindi il dialogo università –  enti di ricerca – imprese, per portare avanti le prerogative della terza missione.

Traduciamo la conoscenza prodotta dalla ricerca in conoscenza utile ai fini produttivi.

Se le competenze e le capacità dei nostri ricercatori non vengono incanalate in maniera adeguata nel sistema imprenditoriale industriale non possono generare sviluppo e rimangono potenzialità inespresse causando un danno culturale, sociale ed economico enorme in tutto il paese.

Dobbiamo garantire sia al mondo imprenditoriale privato che a quello pubblico,  capitale umano qualificato, capace di utilizzare al meglio il potenziale messo a disposizione dalle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche.

La ricerca può così essere motore di crescita del sistema Italia.

Con la manovra recentemente approvata dal parlamento abbiamo dato inizio a un cammino virtuoso che intendiamo rafforzare nei prossimi anni.

Voglio essere chiaro non ci sono tagli ma misure concrete e puntuali.

Grazie al decreto sui punti organici finalmente tornano a crescere le assunzioni nelle università. 

Non ci sarà nessun blocco nelle assunzioni come ci era stato imputato.

Infatti assumeremo 1500 nuovi ricercatori di tipo B, e le imprese verranno incentivate anche ad assumere giovani laureati con 110 e lode e dottori di ricerca.

E lo facciamo pensando ai giovani – continua  Marco Bussetti –

Abbiamo aumentato le risorse del fondo di finanziamento ordinario universitario e distribuito maggiori risorse agli enti di ricerca.

Messo a disposizione le borse di specializzazione di medicina e continueremo ad allargare la platea dei posti di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso.

Vogliamo favorire l’espansione del sistema universitario italiano all’estero in Europa e nei paesi extraeuropei.

L’idea è quella di una diplomazia della ricerca. Portare là le nostre università per generare maggiori  possibilità di sviluppo e di integrazione tra le imprese e il sistema universitario.

Abbiamo  inoltre in programma la creazione (e non è mai stato fatto prima di oggi  in Italia) della prima  fiera dei brevetti. La faremo a maggio a Milano per far conoscere a livello internazionale la qualità eccelsa del nostro paese.

La ricerca italiana deve essere valorizzata e trasformata in valore economico e benessere collettivo.

E poi vorrei ringraziare tutto il mondo accademico, tutti i docenti ma soprattutto anche quello amministrativo che a volte ci si dimentica di ringraziare per il lavoro che fa e che svolge e che è animato e sostenuto alla base da un grande amore per il proprio lavoro e per i ragazzi che è così bello vederli entrare e uscire felici da un ateneo dopo aver ottenuto con  tanti sacrifici un risultato per se stessi e per le loro famiglie che li hanno sostenuti.

Grazie ancora per l’attenzione e buon lavoro a tutti”.

In mattinata, inoltre, il Ministro Marco Bussetti ha anche postato un messaggio sulla sua visita a Chieti sulla propria pagina Facebook ufficiale.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria