Mario Alessandro Camellini - Un pianeta su nove copertina

Mario Alessandro Camellini, il debutto

         
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Mario Alessandro Camellini, il debutto è “Un pianeta su nove”, distribuito da Audioglobe.

Mario Alessandro Camellini si fa notare con il suo lavoro di debutto “Un pianeta su nove”, un disco molto particolare, fuori da ogni logica di mercato.

Poi il suo modo di cantare, anche se forse sarebbe meglio definirlo “non cantare” ma quasi recitare, di questo nome nuovo del panorama italiano è decisamente  originale.

Sulle belle sonorità delle otto tracce ben si inserisce questo suo “non canto” che è grande protagonista grazie anche ai riusciti arrangiamenti di Luca Spaggiari.

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È chiaro che questo non è un album facile, ci vuole un po’ per adattarsi ad un modo di concepire la musica che è affascinante ma, come detto, non per tutti.

I testi sono strani e bisognerebbe entrare nella mente dell’autore per capire cosa voglia realmente dire, ma anche questo è un aspetto che aggiunge ancora maggiore fascino a “Un pianeta su Nove”.

Mario Alessandro Camellini – Un pianeta su Nove, traccia per traccia

Il brano di apertura “Veglio su voi” fa subito capire dove si andrà a parare nelle successive tracce.

“Macellai” è quasi un blues parlato, veramente sorprendente.

“Via di qua, via di qua, voglio andare via di qua, ma il Pianeta Terra non ha l’uscita di emergenza …” canta nel la title track Mario Alessandro Camellini.

Forse una metafora per cantare delle difficoltà del mondo di oggi.

“Alchimia” spezza un po’ le atmosfere del disco … Una ballad? Non nel significato specifico del termine, forse solo nelle ritmiche ma non certamente nel  solito “recitato” vocale che continua ad ipnotizzare.

Nel primo singolo estratto  “Livore” canta “la vita non è vita se è solo per mangiare e dormire…”, altro tocco di grande originalità nelle liriche.

“Le parole danno luci a suoni, di tanto in tanto sono diabolici, altre volte sono canti d’amore…” sono i primi versi bellissimi di “Le parole”, il brano più  seducente e convincente del disco.

“Il treno” e “La malattia” chiudono questo lavoro che emerge per la semplicità e senza una grande ricerca nei suoni riesce a  conquistare.

La differenza la fanno senza ombra di dubbio il “non cantato” e questi suoni semplici…

Alla fine un buon disco, schietto e sincero che mette sul piatto un prodotto forse difficile,  ma che viene da tutto il pathos che Mario Alessandro Camellini ci ha messo dentro.

Mario Alessandro Camellini – Un pianeta su Nove, la scaletta

1) Veglio su di Voi

2) Macellai

3) Un pianeta su nove

4) Livore

5) Alchimia

6) Le parole

7) Il treno

8) La malattia

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria