Miza Mayi

Miza Mayi esce “Stages of a Growing Flower”

         
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Miza Mayi esce “Stages of a Growing Flower“.

Esordio cantautorale per la bellissima Miza Mayi, cantante italo-africana dalla quale otteniamo questo splendido “Stages of a Growing Flower” che a suo modo vuol significare la crescita, i passaggi e le conquiste, le rinunce e quella consapevolezza che si ottiene anche scivolando sui momenti più duri. Un bellissimo ascolto internazionale di quella che molti definisco oggi la vera fusion, quel cocktail che otteniamo mescolando assieme il Pop “americano” con il nuovo Soul digitale… Il tutto richiamando timidamente radici di Jazz e di Blues che, a quanto pare, ha contaminato tutta la scrittura che ci arriva oggi. Una bella chiacchierata prima di lanciare il video ufficiale del singolo “Flowers”:

Miza Mayi esce “Stages of a Growing Flower” – l’intervista

I fiori sono simboli ricorrenti nell’immaginario di questo disco. Ce ne parli?

“Il fiore rappresenta un punto d’arrivo della mia filosofia di vita, spesso in passato mi è capitato di incontrare persone negative che mi hanno fatto stare male e se ne sono andate via lasciando soltanto terra bruciata, io invece vorrei essere una persona che lascia dietro di sé una scia positiva, vorrei che il mio pubblico si senta bene sentendo la mia musica.

Da questo concetto ho immaginato la metafora dei fiori che sbocciano lungo il mio cammino.

La gente ne potrà fare ciò he vuole, coltivarli o calpestarli ma io sarò serena perché avrò comunque lasciato un segno positivo.

Ricordiamoci sempre che le persone non dimenticano mai le emozioni che una persona trasmette loro, ci si dimentica di tante cose ma non delle emozioni che ci hanno fatto provare”.

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I Fiori e la maturità

Restando su questo tema, la crescita tua personale la paragoni a quella di un fiore… ci rivedo molto di quel “Piccolo principe” tanto famoso non trovi?

“Se ci addentriamo nel discorso il protagonista incontra diversi tipi di fiori: la Rosa che vive sul suo pianeta, un po’ permalosa ed arrogante, il Fiore nel deserto, un po’ stralunato e naif, ma la parte più interessante è il dialogo tra il Piccolo Principe e la Rosa, si parla della distinzione tra amare e voler bene, è un passaggio di grande insegnamento.

Nel mio disco parlo di diversi tipi di amore, l’amore cosciente, l’amore illuminato e l’amore universale, è un concetto che mi appassiona.

Tutti noi vorremmo vivere e conoscere l’amore e in ogni momento della nostra vita il nostro concetto di amore si evolve e cresce, si impara ad amare e a volte si disimpara”.

La crescita secondo te quando può dirsi giunta ad un punto di maturità?

La maturità arriva quando non hai più paura. Non hai paura di quello che sei, di quello che pensi, di quello che dici.

Miza Mayi foto

Miza Mayi esce “Stages of a Growing Flower” disco che segna la crescita dell’artista

E questo disco di Miza Mayi che momento della crescita tua personale sta attestando?

“Sono in una bellissima fase della mia vita, ho affrontato molti ostacoli, c’è ancora da lavorare ma sono molto felice dei risultati che ho ottenuto.

Non ho intenzione di fermarmi o di sedermi sugli allori, penso sia giusto che ognuno di noi aspiri costantemente a raggiungere un livello superiore, passo dopo passo, gradino dopo gradino, questo disco non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza”.

Collaborazioni e arricchimenti. Parlami di Jessica Cochis e di Eros Cristiani…

“Jessica ed Eros sono i miei produttori ma anche i miei amici, i miei musicisti, la mia famiglia artistica. Collaboriamo da molti anni e abbiamo macinato tanti chilometri insieme, abbiamo vissuto tantissime esperienze.

Con loro nel 2015 ho fondato il trio Pinkpolkadots e abbiamo prodotto la compilation omonima Pinkpolkadots vol.1. Abbiamo suonato in tutta Italia, poi Francia, Svizzera e persino Polonia.

Ogni giorno passato con loro imparo qualcosa di nuovo, penso sia giusto circondarsi di persone dalle quali si possa solamente imparare, è un percorso sempre in crescita”.

Miza Mayi foto

Miza Mayi – musica per l’Italia o per l’estero?

Hai molto viaggiato all’estero per portare la tua musica. Forse l’Italia è il palcoscenico meno appropriato per te… Che ne pensi? Come la vivi questa totale indifferenza per tutto ciò che non è moda?

“Il problema alla base è che al di là dei contesti accademici in Italia c’è una totale mancanza di cultura musicale.

All’estero hanno un grandissimo rispetto per i musicisti e per la musica, ascoltano con gusto, partecipano attivamente.

In Italia si fanno condizionare troppo dai media, dai talent show, anche lo streaming ha condizionato molto le sorti della musica, si tende ad ascoltare la musica in maniera passiva e casuale.

La musica non può essere casuale, non è un sottofondo per riempire i vuoti e non andrebbe ascoltata solo con le cuffiette dello smartphone.

Vorrei sottolineare che l’Italia è piena di musicisti meritevoli che non ricevono il supporto adeguato, è giusto supportare la buona musica e, dal canto nostro, proporre al pubblico un prodotto di qualità, anche se si tratta di pop deve essere un prodotto ben curato, le melodie non devono essere banali, tantomeno i testi.

Non mi accontenterò mai di fare musica banale per compiacere una fetta di pubblico più ampia”.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria