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Intervista esclusiva con i La Rua

 

Intervista esclusiva con i La Rua

I La Rua: una band che non ha bisogno di presentazione alcuna.

In carriera hanno aperto anche per gli Imagine Dragons, si sono esibiti al Concerto del Primo Maggio, hanno duettato con Cristina D’Avena nell’album “Duets – Tutti Cantano Cristina” e hanno partecipato lo scorso anno a Sanremo Giovani.

Questo in breve il loro curriculum che include anche tre album, l’ultimo dei quali “Nessuno segna da solo” è uscito da poco.

Abbiamo dunque intervistato per voi Daniele Incicco, voce e tamburo dei La Rua.

Intervista esclusiva con i La Rua

Quali affinità e quali differenze si possono percepire fra “Nessuno segna da solo” e i dischi precedenti (“La Rua” e “Sotto effetto di felicità” nda)?

Sicuramente c’è differenza a livello di produzione ed  anche nel sound, rispetto agli altri lavori. Abbiamo in un certo senso voluto fare una sperimentazione. Non siamo rimasti legati a nessun tipo o genere.

Infatti il disco è molto variegato…

E’ una partenza, un altro nuovo inizio, perché nei prossimi brani, da questo disco in poi, non vorremmo avere più legami con alcun  tipo di influenza sonora.

Personalmente penso che un pezzo quale “Finchè batte il cuore” sia il migliore di questo lavoro. Com’è nata questa canzone? Ci puoi racocntare qualche aneddoto a riguardo?

E’ la storia della mia vita, della mia adolescenza e della mia infanzia perché io sono nato in un piccolo paese di campagna, più precisamente in una frazione di un piccolo paese. Considera che eravamo in trenta nella mia zona. Quello che ho voluto inserire in questa canzone è lo spirito che porta le persone a uscire da una condizione magari anche disagiata, periferica per andare ad affrontare il proprio sogno. Quindi quel tipo di lotta e anche di coraggio verso la vita. Ho mandato alla malora tutti i miei fantasmi perché da piccolo ho perso mio padre e mi sono trovato a dover costruire la mia attività e il mio futuro da solo e con forza. Quindi finché il cuore batte… Si combatte!

Anche in questo disco c’è la presenza (come sempre) di Dario Faini…

Dario è il nostro settimo elemento. Oramai è coautore e produttore dei nostri brani da tempo. Abbiamo creato il progetto con lui. Il suo intervento è stato prezioso, così come quello di Elisa Toffoli, con la quale abbiamo scritto “Per Motivi di Sicurezza” (sempre insieme a Dario) e con la quale abbiamo dato anche un’aggiustata a livello di produzione a “Finchè batte il cuore”. E’ un lavoro corale fatto da noi insieme a Dario ed Elisa.

Tra l’altro c’è anche una canzone, “Sull’orlo di una crisi d’amore” che vede la collaborazione di Federica Carta. Raccontaci com’è stato lavorare con una grande artista come lei…

Inizialmente quando il brano era nato si sentiva proprio questo sbilanciamento verso una seconda voce femminile. Era chiara l’impronta che si prestasse a un duetto con una donna. Considera che inizialmente non sapevamo se era il caso di farlo o meno ma poi ci hanno proposto di chiederlo a Federica e noi abbiamo subito accettato perché conosciamo benissimo le sue doti canore e il suo modo di essere. E’ una ragazza splendida e poi con lei è nata anche una bellissima amicizia.

La Rua - Nessuno Segna da Solo copertina

Intervista esclusiva con i La Rua – seconda parte

Si avvicina l’estate… Quale potrebbe essere l’hit per i La Rua?

Ce ne sono molti di brani che si adattano alla stagione… “Il Doppio di Tutto”, “Stella Cometa”, “Alta Velocità”… Bisogna capire solo quello che accadrà a livello radiofonico…

Cos’è fantastico invece per i La Rua? (in “Nessuno segna da solo” c’è un brano intitolato “E’ Fantastico” nda)

Fantastico è fare concerti…  Fantastico è poter condividere con il pubblico le canzoni… Per me però il momento più bello in assoluto è quando dal nulla, un pomeriggio mi metto lì e scrivo una canzone.

Quello è il momento più bello, più vivo e in cui mi sento appagato e felice.

Qual è il vostro rapporto con il pubblico?

C’è un grande rispetto. Le nostre canzoni nascono per i nostri fan, per il rapporto che si crea sul palco con loro. Abbiamo sempre cercato questo “scambio”.

Ora che avete diversi dischi alle spalle, il vostro sound come lo potreste definire?

Il nostro sound, non essendo legato a nulla, forse è “poliedrico”.

Ha più sfaccettature, quindi credo che questo è l’aspetto più evidente.

Eventuali progetti futuri, dato che quest’anno sono dieci anni che siete insieme come band?

Stiamo già registrando il terzo disco, il quarto in realtà (si corregge immediatamente). Non ci stiamo fermando da tempo.

Questa era l’ultima domanda… Se vuoi aggiungere qualcosa…

Un saluto a tutti i lettori e a coloro che ci seguono.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria