Gray Renda Nato senza un cuore: preghiera e dedica
Gray Renda Nato senza un cuore, una canzone dal titolo forte; dentro porta il DNA di chi ha rabbia e rivoluzione, di chi pensa che sia meglio lottare sempre e di chi non ha spazio e tempo per fermarsi.
Gray Renda, o meglio GRAY, si avvicina al nuovo disco passando ora per questa anticipazione: un singolo nuovo che sta girando anche in rete.
Il nostro Johnny Cash italiano scrive una preghiera laica alla vita e la dedica al figlio.
Una canzone rock, pop, italiana, per niente leggera per quanto la forma ha una melodia di seta.
Canzone che è figlia del suo essere sempre e per sempre istintivo.
E poi, non ultima, la sua poesia beat la incontrerete da vicino se vorrete: da oggi Gray è anche scrittore con questo libro che ha titolato “Bassifondi”.
Mettiamo a giro il video… Lui è nudo, ma mai volgare.
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Gray Renda Nato senza un cuore – la nostra intervista esclusiva
Ciao Gray e benvenuto. Chissà a quante interviste hai già risposte e chissà quante saranno ripetitive spesso le domande. E allora romperei il ghiaccio per chiederti: che rapporto hai con la medianicità e il mestiere di promozione che tutto è tranne che un contorno beat? Giusto per calcare subito la mano fin dentro le ossa di quello che sei…
Ciao e grazie per lo spazio che mi state dedicando. Vedi, fa tutto parte del gioco, ha sempre fatto parte del gioco, le regole sono le stesse, da sempre.
Cambiano solo i canali; una volta c’erano i giornali, i volantini, le Radio quelle vere, e i DJ quelli veri, adesso ahimè… Bisogna accontentarsi.
Se pubblichi qualcosa devi per forza cercare di far arrivare il tuo messaggio più in là possibile, e ti avvali dei mezzi che hai.
L’unico neo è che la medianicità dei “mestieranti” della promozione a certi livelli, vengono utilizzati troppe volte per innalzare il valore o provare a santificare la mediocrità di certe produzioni.
Ma non puoi cambiare il sapore di certe cose, la m… rimane tale anche se la impasti con Chanel!
Questa è la vera tomba dell’Arte.
Un certo modo di essere artisti è figlio dell’istinto, dell’emozione, del sentimento. Non è figlio dell’apparire … Ed il tuo apparire come lo accogli? Ne sei vittima o complice? Ti piace, ne senti il bisogno o ne scappi per conservare una qualche forma di purezza?
Io sono tutto ciò che vedi. Sono così, figurati che qualche amica mi dice spesso “Gray tu sei come i bambini, non hai filtri!
Perché dovresti cambiare? Non saresti più tu! “Io lo prendo come un complimento, forse anzi di certo è un mio limite.
Non diventerò mai grande abbastanza. Mi consola il fatto di essere diventato un Super Papà Rock’n Roll, e questo mi basta.
Per gli Uomini veri, quelli senza macchia pregasi sfogliare appositi cataloghi!

Gray Renda Nato senza un cuore – le origini e il videoclip
La tua Calabria quanto e come si ritrova nelle tue scritture, nel tuo Rock e nel tuo Folk?
La Calabria, l’ho vissuta poco io, a spezzoni. Sono figlio di emigranti, poi ritornati alle radici, avevo nove mesi quando fui portato “giù” al Nord, nella Milano delle ciminiere.
Ho passato la mia infanzia alla “Torrazza” un ghetto per calabresi, pugliesi, siciliani e napoletani.
Gente che lavorava, e si spezzava la schiena, nelle fabbriche, altro che Meridionali scansafatiche, come qualcuno dice. Noi abbiamo arricchito il Nord, non gli abbiamo rubato niente.
E pensare che oggi qualcuno dei miei conterranei riesce a votare gentaglia schifosa che ha fatto e fa della propaganda razzista il mezzo per ridurre allo stato brado le masse.
Dimmi cosa è cambiato nella propaganda, da quei tristi giorni lì, quelli di quel passato che ricordiamo come un film in bianco e nero, Niente. La storia si ripete.
Io sono incazzato, sì, sono ancora incazzato. E aspetto. Aspetto la Rivoluzione!
Adesso a cinquant’anni.
L’America di Cash e di Dylan. Queste sono radici importanti… Un tempo la musica faceva protesta. Oggi?
Oggi la Musica è il giusto contorno alla ricreazione, agli aperitivi col drink in mano e chi affida il proprio sapere ad internet, che non ha mai di fatto letto un solo libro per intero. Ne sono certo.
Siamo diventati tuttologi nella Rete. Intrappolati. Capisco il povero Kurt (Cobain)…
Pensate quanto deve essere stato triste per lui, vedere un mucchio di Yuppies saltare in giacca e cravatta sugli accordi devastanti di “Smells Like Teen Spirit”!
Abbiamo ammazzato l’Arte… E come diceva il buon Agnelli, (chissà se lo ricorda???) “sui giovani d’oggi ci scatarro volentieri sopra!”
AMEN.

Per salutarci lanciamo il tuo video a seguire. Ci dai un segreto per ascoltarlo e guardarlo come si deve? A cosa davvero dobbiamo stare attenti?
Alle parole. Alla Musica. Alla mia canzone, che spero diventerà un po’ vostra. Non ho mai voluto che i miei video distogliessero l’attenzione dai testi e dalla musica.
Non guardate il mio culo perchè non faccio il modello io e non faccio streaptease ah ah ah!
A presto!
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