Pino Scotto intervista

Pino Scotto intervista esclusiva

         
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Pino Scotto intervista esclusiva a un grande rocker. E’ stato protagonista della scena Hard Rock già dalla fine degli anni settanta con i Pulsar, una band orientata al Southern Rock, e poi con i mitici Vanadium con i quali incide nove album dal 1980 al 1995.

Nel 1992 ha iniziato la sua carriera solista, inframezzata dal Progetto Sinergia e da due full lenght con i Fire Trails.

Lo abbiamo incontrato e intervistato per voi prima di un suo concerto allo Stammtisch Tavern di Chieti Scalo l’8 febbraio.

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Pino Scotto intervista esclusiva: una vita dedicata alla musica

Parlaci del tuo nuovo lavoro “Eye For An Eye”.

Questo è il mio diciannovesimo album e l’idea mi è partita due anni fa, dopo aver fatto “Live For A Dream”. E’ tornata prepotentemente a farsi sentire una voglia di Hard Rock. Mi sentivo davvero ispirato. In effetti “Eye For An Eye” è stato votato secondo miglior disco dell’anno scorso dalla rivista Hard Rock. Pare stia andando molto bene. Sta vendendo come non vendevo da diverso tempo. Ho spiazzato tutti coloro che si aspettavano un fac-simile di quello che facevo con i Vanadium. I temi sono sempre gli stessi: crisi sociale, politica, amicizia. Questa volta ho scritto anche un testo d’amore per una donna. La canzone si chiama “Angel Of Mercy”, da cui è stato estratto anche un video. Una dedica a mia madre che mi ha lasciato un anno fa. Anche dal vivo i brani funzionano molto bene.

Infatti non vediamo l’ora di gustarceli stasera. Come sta andando il tour di Eye For An Eye?

Il tour è iniziato il 30 Aprile dell’anno scorso e abbiamo fatto una roba come 38 date. Dopo la tappa a Milano mi sono fermato. Mi pare fosse il 6 di Ottobre. Mi sono imposto una pausa fino a fine anno. Sono, quindi, ripartito con una line up completamente nuova, anche se Steve Angarthal, il chitarrista, aveva suonato già con me in passato. Ci stiamo divertendo e abbiamo davanti a noi una montagna di date. Non ci spaventiamo. Ci va bene così.

Mi vuoi parlare della collaborazione con Fabio Treves?

Da quando ho fatto il primo album da solo fino a oggi, Fabio c’è sempre stato. Mentre venivo qui a Chieti, mi ha chiamato. Ci sentiamo sempre. E’ un fratello. Non ha mai mollato, lui e il suo Blues. E’ sempre stato molto coerente.

Perché hai scelto di far masterizzare Eye For An Eye da Tommy Talamanca dei Sadist?

Perché volevo un disco più complesso, che suonasse più moderno. Sono molto soddisfatto del suo lavoro.

Quali son i tre dischi che porteresti con te sulla Luna?

Tre sono pochi, ma comunque ti dico: “Are You Experienced” di Jimi Hendix, il secondo album dei Led Zeppelin e “Live In Japan” dei Deep Purple.

Gruppi validi attualmente, in Italia e nel Mondo ce ne sono secondo te?

C’è questa nuova ondata che sta recuperando il sound del Rock anni ’70. In Italia ne abbiamo tanti, anche della mia generazione tipo Labyrinth e Strana Officina, che vanno avanti per la loro strada, senza fermarsi mai.

 

Pino Scotto intervista: si ringrazia per la disponibilità e la gentile collaborazione lo staff dello Stammtisch Tavern di Chieti Scalo

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Pino Scotto intervista: live @ Stammtisch Tavern, Chieti Scalo – la foto gallery

 

 

Autore dell'articolo: Marco Vittoria