The Lizards' Invasion - INdependence Time copertina

The Lizards’ Invasion: il concept rock di una volta

         
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The Lizards’ Invasion: il concept rock di una volta è tornato!

Da Vicenza arriva questo esordio davvero molto interessante.

Loro sono i The Lizards’ Invasion e quello che gira nel mio stereo è un disco che mi riporta indietro nel tempo.

Dai suoni che non eccedono in trasgressioni ma che anzi si mantengono in una pulizia pop americana – e internazionale – all’anima rock che a tratti si fa progressiva e in altri si rende alternativa.

E in tutto questo si svolge un concept: esattamente come accadeva nelle opere rock degli anni ’70.

Si intitola “INdependence Time” e l’ascolto è consigliato solo per chi ha ancora il carattere di misurarsi con il tempo da dedicare, l’attenzione e anche una preparazione che sia dovuta onde evitare di banalizzare il tutto o, peggio ancora, di erigere falsi miti.

Niente miti ma neanche demoni.

I vicentini sfornano un disco ambizioso, denso di contenuti e di arrangiamenti importanti, forse figli di ascolti perpetrati in anni di grande musica.

Sarei curioso di sentirlo dal vivo questo disco che si basa su un cuore pulsante di musica suonata che sposa però anche il gusto elettronico per abbracciare dimensioni diverse e dialoghi non per forza canonici.

Un concept sul nuovo mondo o sul mondo che vorremmo, dove non esiste più il potere costituito, il denaro, la supremazia.

La tracklist dipana canzoni che si titolano tutte con la particella “IN” e finirà per arrendersi all’evidenza della realtà dove tutto questo è solo un bel concetto di utopia irrealizzabile… Forse…

The Lizards' Invasion foto

 

The Lizards’ Invasion: l’intervista esclusiva

Nel vostro disco d’esordio c’è davvero di tutto. Aiutateci a dare delle coordinate. Chi non conosce i TLI, qual è la prima parola che vi viene in mente per raccontare la vostra musica?
Introspettiva: ci piace sottolineare questo aspetto, si riferisce al fatto che la nostra musica è sempre da indagare, da scoprire in profondità, non si ferma solo all’apparenza sonora, ma richiede una certa predisposizione all’ascoltatore, il quale si ritrova immedesimato nelle sfumature che noi proponiamo. Non è quindi musica da ascoltare alla leggera, diciamo, ma sempre con un occhio, anzi, un orecchio di riguardo

Che poi un progetto così grande, ambizioso, esteso… da dove nasce e soprattutto, cosa lo ha ispirato?
La forza che ci ha più guidato, è stato il bisogno di un’uniformità di genere. Ci spieghiamo: veniamo da un passato molto eterogeneo in cui abbiamo composto diverse tracce e ciascuna riconducibile ad un diverso genere, questo anche dovuto al fatto che, essendo 6 teste e ognuna con un background differente, ci è sempre capitato di dover mischiare queste nostre realtà, e di conseguenza i nostri pezzi sono sempre stati il risultato di uno scontro. L’dea del concept album e quindi di ricomporre musicalmente una storia prefissata ci ha sicuramente aiutato a seguire una linea guida utile a fornire un genere simile a tutti i pezzi nuovi

The Lizards’ Invasion: ispirazioni e altro…

Parliamo di ispirazioni: se vi dicessi Dream Theater? Cosa mi rispondereste?
Non sei il primo che ce lo dice! Però, ci dispiace dirlo, a loro non avevamo minimamente pensato quando abbiamo composto i pezzi. Non è nemmeno una band che abbiamo ascoltato molto, ma ci fa comunque piacere sentire che molti ci ricollegano a loro, è comunque una bella soddisfazione!

Punterei il dito sul tema degli “IN-sider”. Credo che sia il pezzo più importante del disco… oggi, il concetto di insider, è un concetto davvero determinante per la nostra società. Non credete?
Siamo assolutamente d’accordo. Gli INsider sono i nostri demoni rassicuratori, chiudono la nostra mente e ci forniscono il desiderio di contrasto forzato con gli altri, l’esigenza di prevalere sul prossimo. È sicuramente un tema molto sentito adesso, non a caso abbiamo identificato il mondo dominato dagli insider con il mondo per come lo conosciamo oggi

A questo punto non resta che guardare al futuro: che forme sta prendendo la vostra musica? Ci sarà un seguito alla vicenda?
Essendo noi lucertole, arriva sempre il periodo in cui dobbiamo cambiare muta! Metafore a parte, sentiamo sempre più il bisogno di evolverci, nei nostri prossimi lavori punteremo a cimentarci di più nello sviluppo di elementi elettronici e delle sezioni ritmiche. Riteniamo che questi strumenti oggigiorno possano davvero dare nuovi contorni alla musica, sono una fonte di ricerca quasi inesauribile e una marcia in più notevole, se usati nella giusta maniera.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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