The High Jackers, “Da Bomb” il disco d’esordio
The High Jackers, “Da Bomb” è il titolo del disco d’esordio uscito per Toks Records / Music Force.
La collaborazione fra queste due etichette ha dato vita a pubblicazioni da parte di Reveers, Rose, Giò, Afar Combo e altri.
Un matrimonio perfetto quindi che certo non mancherà di portare nuovi frutti.
The High Jackers – “Da Bomb” – la recensione (parte 1)
Uno di questi è sicuramente “Da Bomb” che si apre con “Burgers And Beers”, un incrocio riuscito tra Soul e Blues.
“If I Don’t Have You” è invece molto più movimentata, con un sound tipico degli anni settanta, caro anche ad etichette storiche quali la Motown.
“Going Crazy” fa spostare la bussola invece più verso i sessanta.
Con una spruzzata di Funky alla Prince che in fondo non guasta mai…
“Sunshine” sembra essere uscita dal genio indimenticabile del grande Marvin Gaye, “Everybody’s Burning”, ha un incipit tanto insolito quanto accattivante.
Lentamente prende vita per trasformarsi quasi in un Rap moderno alla LL Cool J.
Tuttavia in essa c’è anche tanto altro, ascoltare per credere…
“Stunned And Dizzy” ha un inizio invece alla “Sitting on The Dock of The Bay” ma sa tanto anche di Garage.
“Da Bomb” – la recensione (parte 2)
“Hush Now” è molto lenta ed è forse il pezzo più riuscito dell’intero full lenght.
“Live it” ha molto di Red Hot Chili Peppers, con un basso che ricorda da vicino quello di Flea.
Il virtuosismo dello strumento convive con riff di chitarra e ritmi di batteria coinvolgenti che fanno da “direttori di orchestra”.
The High Jackers è infatti un progetto nato da una costola dei Mad Scramble, Mr. Steve (Stefano Taboga) che ne è cantante e bassista.
“My New Paradise” piacerà sicuramente ai fan dei Chicago, ma le carte in tavola vengono cambiate subito con “The Wrong Side of The Street”, un brano che ha persino venature Jazz.
“You Make me Mad” è un Funky velocissimo che sarebbe stato perfetto come colonna sonora di un film poliziesco all’italiana.
Nonostante ciò ha molto del sound che scaturiva in America appena qualche decennio fa.
“This is The Sound (Da Bomb)” chiude in bellezza, proponendo un piccolo compendio di quanto ascoltato precedentemente.
“Da Bomb”: un esordio che punta a far capire che l’incrocio fra tanti generi differenti spesso può essere davvero accattivante.
Un paragone con Sly and the Family Stone riuscirebbe fin troppo facile, ma qui si cerca una vera e propria evoluzione sonora.
Una ricerca continua del riff e dell’arrangiamento giusto.
Fossi in voi non mi lascerei mai sfuggire un disco come questo…
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