Migranti e ONG: inquietanti realtà dietro le quinte, il caso a Quarto Grado

I migranti sono una problematica attuale che attanaglia l’Europa (specialmente il nostro paese) già da alcuni anni. Molti non sanno che dietro il salvataggio di questa povera gente che lascia il proprio paese martoriato dalla fame e dalla guerra, siano emerse realtà inquietanti ed allo stesso tempo degne di nota. A parlarne è stato il noto programma Mediaset Quarto Grado nell’ultima puntata dell’1 Dicembre 2017. A fornire interessanti dichiarazioni un supertestimone dell’inchiesta ONG.

Migranti: le inquietanti realtà dietro le ONG, parla un supertestimone

Diverse le ONG che si occupano di salvare i migranti in mare, che tentanto di raggiungere le nostre coste. E’ oramai una triste consuetudine che il Mediterraneo faccia spesso strage di innocenti, non risparmiando uomini, donne, anziani e bambini. Vittime queste dell’indigenza e dei contesti disastrati presenti nei loro paesi di origine che li costringono ad andare via, con la speranza di trovare altrove un futuro più roseo. Non tutti però sanno che le precitate ONG nascondano torbide realtà. Alcune di esse sono state rese note da un supertestimone durante un’intervista a Quarto Grado di cui ci apprestiamo a mostrarvi i passi salienti.

L’uomo, che ha scelto di mostrarsi col volto coperto, ha dichiarato: “Nell’ONG ero un rescue team, nell’attività di soccorso e ricerca al mare…”. Al supertestimone è stato quindi chiesto se si occupasse di andare a soccorrere le vittime del Mediterraneo, la risposta è stata: “I migranti al mare, sui gommoni e poi una volta tutti imbarcati, ero addetto alla sicurezza”. L’uomo ha affermato di essere stato imbarcato per ben sette mesi: dal 5 Settembre 2016 fino a Novembre e poi dal 15 Aprile fino al 2 Agosto 2017.

Il testimone è andato avanti: “Noi le prime anomalie le abbiamo riscontrate nel primo viaggio che abbiamo fatto nel Mediterraneo. partiti da Augusta, dalla Sicilia, abbiamo fatto un trasbordo con la nave Iuventa e abbiamo notato un gommone dopo il trasbordo che si riallontanava verso le coste libiche. Veniva rimorchiato da un’altra barchetta. Appena arrivati in zona, già c’erano delle barchette con degli scafisti, presumo gli scafisti, dei trafficanti, delle persone che rimorchiavano i gommoni e li riportavano indietro”.

Ancora: “Rimorchiavano, secondo me, prima i migranti verso di noi e poi dopo li riportavano indietro i barconi vuoti”. In poche parole, cosa hanno visto il supertestimone ed i suoi colleghi? Presumibilmente, dal precitato gommone venivano scaricati i migranti sulla nave Iuventa, poi trasbordati sulla Vos Hestia (dove lavorava lo stesso supertestimone) ed in seguito tale gommone si allontanava a tutta velocità di nuovo verso la Libia. E’ stato dunque chiesto all’intervistato se fu possibile segnalare tale anomalia, la risposta di seguito: “No, in quel… In quello specifico episodio no. Arrivati al porto di Trapani scendiamo per segnalare alle autorità competenti del porto delle anomalie che c’erano sula nave e veniamo bloccati…”. Da chi? Ebbene, secondo le affermazioni dell’uomo: “Dal team leader di Save The Children”.

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