oggetti intelligenti per assistere i malati

Nascono gli oggetti intelligenti per assistere i malati

         
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Un gruppo di ingegneri di Washington ha sviluppato oggetti intelligenti stampati in 3D in grado di tracciare e memorizzare il proprio uso.

Oggetti intelligenti per assistere i malati

Una vera innovazione quella di un gruppo di ingegneri dell’Università di Washington: oggetti intelligenti che memorizzano il loro utilizzo.

I dispositivi stampati in 3-D sono economici e facilmente personalizzabili  e possono essere dei validi aiuti nel campo delle tecnologie assistive, come le protesi o le pillole “intelligenti”, in modo da aiutare i pazienti a ricordare di assumere i loro farmaci quotidiani.

 Questo sistema non utilizza batterie ma si avvale di un metodo chiamato backscatter, attraverso il quale un dispositivo può condividere informazioni riflettendo i segnali che sono stati trasmessi con un’antenna.

Il team UW presenterà i suoi risultati il ​​15 ottobre al Symposium ACM su User Interface Software and Technology di Berlino.

Esperimenti precedenti con oggetti intelligenti

In precedenza il team aveva già  sviluppato i primi oggetti intelligenti stampati 3D che si collegano al Wi-Fi senza elettronica. Questi dispositivi riuscivano a misurare se un flacone di detersivo stava per esaurirsi e quindi ordinarne automaticamente un altro online.

Il materiale prescelto per questo oggetti dotati di memoria  é la plastica per evitare inconvenienti come batterie scariche o la paura  che il  dispositivo si bagni.

Il prossimo passo per trasformare gli oggetti stampati in 3D in oggetti intelligenti al 100% sarà sviluppare meccanismi per il monitoraggio.

Infatti finché si trattava di oggetti stampati 3D volti a verificare i livelli di detersivo in un flacone non vi erano problemi ma oggetti applicati all’assistenza di malati, necessitano di poter monitorare che, effettivamente, i pazienti assumano i farmaci attraverso un sistema che riesca a verificare l’apertura e la chiusura di un flacone di pillole ad esempio.

I ricercatori stanno lavorando ad un meccanismo simile al codice Morse: un ingranaggio che codifica un messaggio e quando, ad esempio, si gira il cappuccio del flacone di pastiglie in una direzione, si vede il messaggio in avanti, ma quando si gira il cappuccio nella direzione opposta, si ottiene un messaggio inverso.

 Questo stesso metodo potrà essere utilizzato per monitorare il modo in cui le persone utilizzano le protesi, come le braccia e-NABLE stampate in 3D.

La prossima sfida sarà quella di ridurre le dimensioni di questi oggetti intelligenti stampati in 3D in modo che possano essere incorporati direttamente dentro a flaconi di medicinali,  protesi o penne per insulina in modo da assistere i malati in modo sempre più efficiente.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24