Non solo didattica a distanza: il problema degli asili nido

Non solo didattica a distanza: il problema degli asili nido

 

ROMA – Non solo didattica a distanza: c’è anche il problema degli asili nido nella polemica, ormai quotidiana, sul mondo della scuola ai tempi del coronavirus. Sul fronte nidi e materne privati c’è un problema legato al fatto che le strutture sono chiuse ma si pretende comunque il pagamento della retta. I genitori si rifiutano e il rischio, così, è che molte strutture chiuderanno.

Tutto nasce dal fatto che gli asili nido, in quanto micro imprese, non possono accedere a tutte le misure del cura Italia. Ora, sulla questione, Verducci del Pd ha presentato un emendamento. Come riporta Il Fatto Quotidiano, gli asili privati sono stati esclusi dal Cura Italia e rischiano di non riaprire. Anche il Corriere della Sera parla di rischio chiusure di massa.

Non solo didattica a distanza: il problema degli asili nido

Gli asili comunali hanno sospeso le rette in tutta Italia perché sono garantiti dai Comuni, e quindi dallo stato. I loro corrispondenti privati non hanno potuto fare lo stesso, per le ragioni che abbiamo appena spiegato. Certo, non va dimenticato che stiamo parlando di una situazione di assoluta emergenza, e forse non tutti l’hanno capito. Di conseguenza, quello attuale non può essere il migliore dei “mondi possibili”. Tuttavia secondo alcuni docenti ci sono state delle linee guida, da parte della ministra Lucia Azzolina, che sono state altresì abbastanza tempestive. Sempre considerando che siamo in un momento così complesso.

Con la didattica a distanza, Azzolina ha proposto alla scuola italiana un improvviso cambio di rotta, fornendo velocemente, sul sito del Ministero, corsi on line di formazione per i docenti meno esperti. E, come lei stessa ha precisato in più occasioni, la risposta di molti professori è stata generosa. Insomma, c’è chi crede che la scuola stia uscendo a testa alta da un momento a dir poco “epocale”.

Il patto educativo scuola-famiglia

Non solo. Queste scelte in molti casi hanno anche consolidato di più il patto educativo scuola-famiglia: diversi genitori hanno apprezzato il lavoro dei professori, soprattutto perché assicurare comunque un servizio in queste condizioni ha permesso a molti ragazzi di canalizzare le proprie energie nello studio e mantenersi un po’ più impegnati, focalizzandosi su un obiettivo.

In una fase così delicata un ragazzo ha bisogno di mantenersi impegnato, e in questo la scuola sta dando un contributo importante. In questo mese di emergenza e di “sperimentazione didattica” molti insegnanti hanno visto crescere, ogni giorno di più, il confronto e la collaborazione tra docenti.

Non è che manchino punti di vista contrastanti o divergenze di opinioni. Nella scuola ci sono tantissime correnti di pensiero, e ci saranno sempre, ma ciò che spesso è mancato è la volontà di sedersi intorno ad un tavolo (in questo caso “virtuale”) e cercare insieme nuove strade per motivare i ragazzi. In questo, la Dad sta facendo un piccolo grande miracolo.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24