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Nuova variante del coronavirus: più latale del 40%?

         
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Grazie ad alcuni studi effettuati dagli scienziati britannici, sembra essere emerso che la nuova variante del coronavirus, la B117, potrebbe essere responsabile di un sostanziale aumento della mortalità. Dunque, non è escluso che possa essere più letale del 30-40%. Questo è quanto riferisce The Guardian.

Nuova variante del coronavirus: situazione preoccupante?

Attraverso un documento pubblico, il New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (NERVTAG) del Regno Unito ha affermato che da “analisi preliminari” è emerso “che potrebbe esserci un aumento della gravità della malattia associata a questa nuova variante“. Tuttavia, è ancora troppo presto per dirlo con certezza. La nuova ricerca presenta numerosi limiti. Infatti, secondo le dichiarazioni di NERVTAG è emerso quanto segue:

“Un numero relativamente piccolo di persone è stato incluso nelle analisi e da un numero limitato di impostazioni. Quindi vengono raccolti più dati e la posizione diventerà più chiara nelle prossime settimane”.

Sull’argomento relativo alla nuova variante del coronavirus è intervenuto anche il capo consulente scientifico Patrick Vallance. Egli ha fornito chiarimenti durante un briefing. Infatti avrebbe affermato che l’aumento del tasso di mortalità equivale a tre o quattro persone che muoiono in più su 1.000 60enni. Tuttavia, sembra esserci un fatto ancora più preoccupante. È stato infatti dimostrato che la variante B117 è fino al 70% più trasmissibile. Patrick Vallance afferma:

“Non esiste un’età preferenziale, può colpire chiunque a qualsiasi età, in modo simile alla variante originale, il virus originale”.

Ora, gli scienziati hanno un altro compito. Infatti stanno cercando di capire se le varianti del coronavirus avranno effetti sull’efficacia dei vaccini COVID-19. Ormai distribuiti in tutto il mondo. Ancora non vi è alcuna certezza. Però sono già stati esaminati i dati preliminari dal produttore di vaccini Pfizer. Dunque, è emerso che il vaccino Pfizer è effettivamente efficace contro nuovi ceppi altamente trasmissibili. Vi sono, tuttavia, anche altre prove importanti. Sembrerebbe che alcune varianti potrebbero eludere le risposte immunitarie innescate da vaccini o infezioni precedenti.

Fonte foto: pixaby

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Autore dell'articolo: Emanuela Acri

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Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,