Nuovo chip a semiconduttore della Bosch

Nuovo chip a semiconduttore della Bosch

         
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La Bosch presenta sempre soluzioni innovative, e anche nell’ambito automotive non è da meno. Può capitare, di fatto, che durante un viaggio in luoghi sconosciuti, ci si possa imbattere in un navigatore satellitare che non funziona a dovere nel momento del bisogno. Magari, ritarda ad aggiornare l’itinerario o si “dimentica” si farci svoltare alla prossima uscita. La Bosch ha ideato un nuovo chip a semiconduttore chiamato SMI230. 

Il sensore misura costantemente e con alta precisione i cambiamenti di direzione e velocità del veicolo sul quale è installato. Ha il compito di trasmettere, inoltre, le informazioni raccolte al navigatore. In galleria, è risaputo che il navigatore satellitare, cosiccome l’autoradio, smette di funzionare. Quando si verifica ciò, entra in funzione il sensore della Bosch che continua a guidare l’auto anche in condizioni di segnale pessime. In questo modo, non si verificano più i fenomeni che la freccia si “teletrasporta” altrove sulla strada o che cambia direzione all’improvviso.

Chip Bosch

Come funziona il nuovo chip a semiconduttore della Bosch?

La tecnologia dei sensori combina circuiti integrati e strutture micro-meccaniche. Gli esperti del settore definiscono questi sensori con il nome di sistemi micro-elettro-meccanici, o sensori MEMS. Bosch ha avuto l’idea di inserire in un dispositivo due di questi sensori. Uno misura la velocità di imbardata (rotazione attorno all’asse perpendicolare della strada), mentre l’altro misura l‘accelerazione del veicolo.

L’utilità di questi sensori nasce principalmente come aiuto per i sistemi di sicurezza. Al contempo, però, come visto, risulta utile anche in termini di connettività del veicolo e applicazioni multimediali. Ad esempio, il sensore può essere utilizzato su quei tratti di strada a pedaggio, dove la precisione per abbassare la sbarra è molto importante. Un altro utilizzo utile è per gli antifurti: il sensore può rilevare vibrazioni e urti, oltre che far chiamare direttamente l’assistenza stradale in caso di incidente, quando la forza G rilevata fa capire che si tratta di un incidente.

 

 

Autore dell'articolo: Francesco Menna

Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com