Sicurezza autocarri sulle strade: ecco l’assistente virtuale Bosch
Senza gli autocarri in giro per il mondo, non avremmo un perno fondamentale della logistica moderna. Ad esempio, in nazioni come la Germania, i 3/4 delle merci sono trasportate con mezzi pesanti su strada. È chiaro che tutte le ore passate alla guida di un autocarro possono rappresentare un pericolo. Ecco, dunque, che Bosch ha studiato, in collaborazione con altre aziende tedesche, un modo per migliorare la sicurezza degli autocarri sulle strade. Ogni giorno i camionisti passano ore e ore nel traffico cittadino e la guida risulta piuttosto monotona. La stanchezza in queste condizioni aumenta notevolmente ed è molto pericoloso anche per i pedoni e le auto circostanti.
L’assistenza alla guida e le funzioni di guida autonoma, dunque aiutano ad evitare spiacevoli incidenti. Il progetto TANGO aiuta proprio in questo ambito. TANGO è l’acronimo di “Technologie für automatisiertes Fahren, die nutzergerecht optimiert wird“, che tradotto in italiano significa “Tecnologia per la guida autonoma, ottimizzata per le esigenze dell’utente”. Il progetto si concentra principalmente sui livelli di guida autonomia 2 e 3. Abbiamo un assistente virtuale, un compagno di viaggio a tutti gli effetti, che tiene alta la soglia di attenzione dell’autista. Tra le aziende che hanno collaborato troviamo Volkswagen, MAN, l’Università di Stoccarda, l’istituto Hochschule der Medien, Spiegel Institut e CanControls.
Sicurezza autocarri sulle strade: la nascita del progetto TANGO
Per realizzare TANGO il Ministero federale tedesco dell’economia e dell’energia ha finanziato 5 milioni di euro. “In futuro, le fasi di guida manuale e autonoma si alterneranno: come in una gara a staffetta, la responsabilità della guida passerà dal veicolo all’autista e viceversa” ha dichiarato Michael Schulz, project manager di Bosch. “Nella guida parzialmente autonoma, di livello SAE 2, l’autista deve essere pronto a intervenire in qualsiasi momento; nella guida autonoma, di livello SAE 3, solo quando necessario. L’obiettivo è mantenere a livello ottimale la condizione dell’autista, in modo che sia sempre in grado di intervenire“.
In base alla soglia di attenzione del camionista, l’assistente può suggerire delle cose da fare, come ascoltare musica, audiolibri, leggere mail, scrivere messaggi, guardare dei film, o addirittura suggerire esercizi fisici da fare per mantenersi in attività anche durante i lunghi tragitti. Il team del progetto di ricerca ha installato all’interno della cabina dei sensori di monitoraggio che utilizzano l’intelligenza artificiale. Le telecamere rilevano se l’autista chiude gli occhi, sbatte le palpebre con una certa frequenza, se lo sguardo non è indirizzato sulla strada e persino se la testa si inclina lateralmente a causa della stanchezza. Gli algoritmi intelligenti valutano le immagini, le interpretano e propongono delle contromisure che possono essere un avvertimento, una proposta di un’attività secondaria o un intervento attivo, come una frenata.
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