Omicidio a Sanremo, arrestati due complici astigiani

Omicidio a Sanremo, arrestati due complici astigiani

         
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Omicidio a Sanremo, arrestati due complici astigiani. E’ svolta nell’efferato delitto  di Luciano Amoretti, l’ex gioielliere di 76 anni trovato morto nella sua abitazione a Sanremo sabato. I due presunti malviventi sono entrambi astigiani e più precisamente di Nizza Monferrato. Uno dei due, di 63 anni avrebbe già confessato  l’assassinio compiuto con un complice di 50. Un contributo determinante nella svolta delle indagini si deve, oltre al sistema di video sorveglianza nella zona dove si trova la residenza di Amoretti, alla testimonianza di un vicino di casa. I tabulati telefonici, poi avrebbero confermato le conversazioni tra vittima e assassini.  I due sospettati lo avrebbero massacrato con una mazzetta da muratore.  L’uomo è morto a causa di due colpi ben assestati alla base della testa. L’arma del delitto è stata  ritrovata sulle rive del fiume Bembo, nell’astigiano. Adesso i presunti responsabili si trovano già in carcere ad Asti.

Omicidio a Sanremo…….il ritrovamento

Il corpo senza vita di Luciano Amoretti era stato scopetto dalla figlia solo ieri mattina. Un delitto senza nessuna motivazione apparente e senza un colpevole. L’uomo giaceva riverso all’interno della sua abitazione, in un condominio residenziale di Sanremo e più precisamente al numero 95 di Corso Garibaldi. Una zona relativamente tranquilla della provincia di Imperia, dove hanno lo studio i professionisti e gli avvocati più noti della cittadina. L’ex commerciante in orologi preziosi era stato arrestato dalla polizia lo scorso anno. Gli inquirenti lo avevano accusato di essere il basista, di una rapina a mano armata avvenuta nel luglio 2018 in un esercizio commerciale di preziosi sempre a Sanremo. Sul luogo dell’omicidio era giunto anche il sostituto Procuratore della Repubblica Francesca Buganè Pedretti. Subito gli investigatori si erano messi al lavoro. Oggi, la svolta nelle indagini.

La dinamica del delitto

Secondo la ricostruzione degli inquirenti la vittima conosceva i suoi aguzzini. Amoretti è andato a prendere i due alla stazione. Il più anziano è salito in macchina con l’ex gioielliere mentre l’altro è rimasto ad aspettare l’amico. Giunti all’interno dell’abitazione, i due hanno iniziato a litigare. I vicini hanno udito le urla. Poi, l’uomo ha sfondato la testa di Amoretti con la mazzetta da edile. Infine, è uscito di casa e ha raggiunto il complice per dirigersi verso la stazione e ritornare a Nizza. Prima di tornare a casa, l’omicida ha gettato l’arma sulle rive del fiume Bembo. Un delitto a tinte forti.

 

 

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Autore dell'articolo: Vittoria Seminara

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Salve, mi chiamo Vittoria Seminara, scrivo da quando avevo 12 anni. Ho pubblicato 5 libri, tutti premiati a livello internazionale. Il mio motto di battaglia è Vi Veri Veniversum vivus Vici, di Curzio Rufo, Con la forza della verità in vita ho conquistato l'universo.