Osa Seattle

Osa Seattle: il calcio femminile che parla italiano

 

Osa Seattle: il calcio femminile che parla italiano. Intervista al presidente (di origini calabresi) della squadra americana Giuseppe Pezzano

Manca un mese circa all’inizio della Women’s Premier Soccer League, il campionato di calcio femminile americano e l’Osa Seattle è pronta per iniziare la nuova stagione.

In attesa del calcio d’inizio, abbiamo fatto una chiacchierata con il presidente Giuseppe Pezzano, italiano trasferitosi a Seattle per lavoro e per amore.

Una bella realtà quella dei presidenti di squadre di calcio femminile che ci piace raccontare direttamente dalla voce dei protagonisti.

A maggio prenderà il via la Women’s Premier Soccer League: lavori in corso per l’Osa Seattle?

“Stiamo sviluppano un progetto che vedrà sempre più interesse italiano a Seattle. Il tutto rafforzando i legami che ci sono già tra Italia e Usa. Quest’anno, ad esempio, per la prima volta avremo i coach Acf Fiorentina per tutta la stagione a conferma della serietà del progetto e dell’interesse verso Seattle e il calcio femminile, non solo in Usa”.

Giuseppe Pezzano, un nome che ha il sapore d’Italia, quali le sue origini?

“Sono nato in Calabria per poi spostarmi a Firenze dove ho studiato legge in una della città fuori da ogni dubbio più belle al mondo. Ancora oggi mantengo tanti rapporti avendo una compagnia a Firenze che lavora da vent’anni nel settore study abroad. Ho servito circa un milione di studenti americani con la mia compagnia”.

Com’è arrivato in America?

“Ho conosciuto mia moglie di Seattle che studiava italiano a Firenze. La mia compagnia intanto ha aperto in Usa e ho deciso di far diventare Seattle il centro dei miei interessi. Stiamo parlando del 2003, e a me sembra ieri”.

Da dove e come nasce l’idea di metter su una squadra di calcio femminile?

“Il mio ingresso nel femminile è avvenuto grazie ad Alessandra Nencioni che ho aiutato a venire a giocare a Seattle. Lei mi ha fatto conoscere il calcio giocato dalle donne di cui me ne sono sportivamente interessato da subito, anche se inizialmente venivo spesso preso simpaticamente in giro in quanto nessuno avrebbe mai creduto a questa espansione che ha visto grande protagonista anche la Fiorentina“.

Cosa pensa delle importanti novità che sta vivendo il calcio femminile italiano?

“Essendo la persona che ha iniziato questo processo con il primo club di seria A a fare una squadra femminile (la Fiorentina, ndr), dopo il successo che ho toccato con mano nel progetto Fiorentina, e avendo visto anche la consequenziale crescita di altri importanti club di A, le capacità e la preparazione dei nostri tecnici italiani, manager capaci con visione internazionale, le possibilità tecniche delle giocatrici con tante giovani che si stanno approcciando al calcio femminile, direi di sì”.

Osa Seattle team
Osa Seattle team

Certo, rispetto al calcio americano tante cose si devono ancor fare…

“Come parte tecnica bisogna sempre migliorare, aggiornarsi e crescere, ma sicuramente quello su cui si può spingere ancora di più è il marketing”.

Mondiali 2019 in Francia, qual è la favorita per la vittoria finale secondo lei?

“Io dico Italia o Usa”.

Con l’Italia ha rapporti importanti con la Fiorentina femminile, ce ne parla?

“Avevo preso per tre anni la squadra del Fiesole Caldine, dal 2008 al 2011, e nel nostro impianto sportivo si allenava e giocava la selezione Primavera e gli Allievi di Acf. Ho trovato subito persone professionali e attente su dettagli come me con cui ho stretto un rapporto di professionale collaborazione; successivamente ho portato in tournée in Nordamerica la prima squadra maschile in primis. E ho collaborato alla costruzione come parte attiva della Fiorentina School a indirizzo liceo scientifico sportivo. Al femminile ho collaborato al passaggio tra la precedente proprietà di Andrea Guagni e la Fiorentina, indirizzando poi un coach come Cincotta che avevo avuto per molti anni a Seattle e seguito successivamente nella sua crescita”.

Ultima domanda: com’è la vita di un presidente di una squadra di calcio (femminile)?

“Sicuramente molto più agevole di quella italiana. Molti presidenti italiani per questo vorrebbero guidare squadre in Usa”.

 

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.