affrontare la paura dell'acqua dei bambini

Paura dell’acqua dei bambini: consigli per vincerla

         
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Come affrontare la paura dell’acqua dei bambini? La paura dell’acqua dei bambini è piuttosto frequente. Riguarda molti piccoli in forma più o meno serie. Alcuni nutrono un semplice timore a contatto con l’acqua del mare o della piscina. Altri bimbi vivono una vera e propria fobia dell’elemento liquido, compreso quello della vasca da bagno. Sono casi più rari, che si verificano secondo gli esperti in tre casi su cento piccoli. Si manifesta con un rifiuto totale dell’acqua che si concretizza in pianti e urla durante il bagnetto. Oppure con il restare abbarbicati, terrorizzati, al genitore, rifiutandosi di entrare in mare o in piscina.

 

Le cause della paura dell’acqua dei bambini

Nei primi anni di vita i piccoli non hanno timore dell’acqua. È infatti possibile notare bimbi anche di pochi mesi che si lasciano immergere in mare o in piscina. In questa fase, infatti, è ancora attivo il riflesso natatorio, ricordo della vita intrauterina, così come la capacità di restare in apnea. La paura dell’acqua dei bambini si sviluppa più avanti, verso i quattro anni, quando hanno già consapevolezza di sé nell’ambiente. L’acqua viene percepita come un elemento sconosciuto, come l’ignoto possibile fonte di pericolo. Succede perché l’acqua dà, in effetti, una certa sensazione di insicurezza e di instabilità, sia al mare tra le onde, sia in piscina dove il fondo non si vede. I bambino hanno quindi bisogno di acquisire maggiore fiducia.

 

La paura dell’acqua dei bambini, quando è un vero e proprio terrore, può avere radici più profonde ed essere legata a un vero e proprio trauma vissuto dal piccolo. Può essere stata una caduta nella vasca durante il bagnetto, restando per qualche istante sott’acqua, oppure un’onda che ha sommerso in spiaggia, o ancora uno scherzo poco simpatico da parte del fratello maggiore. Queste ed altre cause ingenerano un timore profondo e fanno associare l’acqua a una fonte di paura, a qualcosa da respingere.

 

Cosa fare se mio figlio ha paura dell’acqua?

 

Precisiamo che la paura dell’acqua dei bambini è destinata quasi sempre a risolversi con il passare del tempo. Verso i 10-12 anni, anche grazie alla frequentazione regolare della piscina in città e delle vacanze al mare, i ragazzini vincono il timore e spesso si trasformano in provetti nuotatori. Nel frattempo, però, è importante aiutare i piccoli a superare questo timore, per vivere in serenità le vacanze e tutti i vantaggi che l’ambiente del mare, dell’acqua o della piscina comporta. Il bagno in mare o in piscina è divertimento, socializzazione, permette di controllare la calura e non ultimo fa acquisire sicurezza nelle proprie capacità.

 

Iniziamo con lo spiegare quali sono i comportamenti da evitare nel caso di un bambino che ha paura dell’acqua. È meglio non forzarlo in alcun modo, quindi né portandolo al largo e lasciandolo lì “così capisce che sta a galla”, né rimproverandolo o svilendolo davanti a tutti. Ancora peggio è fare i confronti con gli altri bambini, che alla sua età sono già più disinvolti. Non è vero che questo stimola l’amor proprio: anzi, in un bimbo che ha paura dell’acqua può aumentare l’insicurezza e il senso di inadeguatezza, spingendo ulteriormente a un rifiuto.

 

I consigli per superare la paura dell’acqua

È possibile far superare la paura dell’acqua dei bambini permettendo che siano loro a trovare in se stessi la sicurezza necessaria. Succederà sicuramente, ma nel frattempo possiamo aiutarli con piccoli trucchi. Prima di tutto, lasciamo che entrino in acqua con la ciambella o, ancora meglio, con i braccioli, se questo li fa sentire più sicuri. Riempiamo una piscina gonfiabile con un palmo di acqua di mare, lasciamola intiepidire e poi mettiamo a galleggiare tanti giochi. In questo modo il bambino inizierà a percepire l’acqua come un elemento amico, nel quale può anche divertirsi. Passeggiamo con lui in riva al mare, tenendolo per mano e lasciando che si bagni solo i piedini e i polpacci.

Una volta che ci rendiamo conto che ha acquistato più sicurezza, conduciamolo in un tratto di mare dove l’acqua è bassa e calma. Non forziamolo: entriamo tranquilli in acqua lasciando che sia lui a misurarsi con questa nuova avventura, facendosi rincorrere dalle onde, provando a spingersi più avanti. Non perdiamolo di vista perché una scivolata, una caduta in acqua possono avere serie conseguenze sia sulla sicurezza, sia sulla fiducia che sta lentamente acquistando.

Autore dell'articolo: Roberta Raviolo