Pellè, dallo sbeffeggio a Neuer al ritorno a Parma

Pellè, dallo sbeffeggio a Neuer al ritorno a Parma

         
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Graziano Pellè a ore diventerà un nuovo attaccante del Parma. Per lui è un ritorno nei ducali

Sono passate cinque estati da Italia-Germania di Euro 2016. Graziano Pellè si rese protagonista dello sbeffeggio del decennio, con Manuel Neuer destinatario del gesto. Quello dello scavino mimato con la mano, pochi secondi prima di calciare a lato un rigoraccio che alla fine si rivelò decisivo ai fini dell’eliminazione della Nazionale azzurra. Da quella notte francese, l’attaccante pugliese è rimasto indimenticato nelle menti dei tifosi italiani, ai quali si è allontanato trasferendosi poco dopo in Cina tra le fila dello Shandong Luneng. Qui è stato uno dei più giocatori pagati al mondo, grazie ad uno stipendio che ammontava a qualcosa come 15 milioni di euro annui.

Ora però, complici le nuove regole del campionato cinese, chi era volato nel Paese per diventare Paperone ora scappa a gambe levate a causa dei notevoli tagli agli stipendi. Tra questi appunto anche Pellé, che ritorna in Italia dopo otto anni e mezzo dall’ultima volta. E lo fa proprio in quel Parma che fu il suo trampolino di lancio verso Feyenoord, Southampton e Shandong. La prima esperienza con i crociati non è stata indimenticabile (14 presenze e 2 gol totali), ma ora a mister Roberto D’Aversa serve assolutamente un attaccante con quelle caratteristiche che possa levare il Parma dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Cornelius non segna più, mentre Inglese è sempre fermo ai box: Pellè ha dunque l’arduo compito di risollevare la situazione il prima possibile.

Graziano Pellè torna a Parma

Classe ’85, il nativo di San Cesario di Lecce in Italia non ha mai brillato: Lecce, Catania, Crotone, Cesena, Parma appunto e Sampdoria nel suo curriculum. Uno solo il gol in Serie A, 16 quelli in Serie B. Numeri ben diversi rispetto alle 64 marcature della Eredivisie, le 23 in due stagioni di Premier League e infine le 53 della Chinese Super League. Numeri che lo hanno portato ad essere un degli attaccanti italiani più apprezzati al di fuori dei nostri confini nazionali.

L’ottima esperienza inglese con i Saints gli permise di conquistare la Nazionale nell’era Antonio Conte, diventando la punta inamovibile del progetto del suo conterraneo. Ma quel gesto, evitabile quanto inutile nei confronti di un mostro sacro quale Neuer, gli è costato caro, prima ancora di concludere definitivamente l’esperienza azzurra dopo uno screzio con il CT di allora Gian Piero Ventura.

Ora, infine, il ritorno nel Belpaese e una salvezza da conquistare assolutamente. Magari finalmente a suon di gol anche qui da noi. A 35 anni non è ancora tempo di andare in pensione, già ampiamente assicurata e pure tanto dorata.

Photo Credits: Wikimedia

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24