Per effettuare la visita ginecologica occorre il consenso

Andare dal ginecologo non basta più per accettare implicitamente una visita ai genitali; infatti e’ necessario sempre richiedere un consenso alla visita ginecologica.

La notizia arriva da una sentenza della Cassazione che ha condannato un dottore per aver eseguito alcune ispezioni genitali senza chiedere il permesso.

Per effettuare la visita ginecologica occorre il consenso esplicito

Secondo i  giudicioccorre sempre il consenso esplicito e informato dei pazienti“.

Con questa sentenza la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Procuratore Generale della Corte di Appello di Torino contro l’assoluzione di un medico ospedaliero.

Sei anni fa la denuncia da parte di alcune pazienti

Tre giovani donne lo hanno denunciato poiché, senza alcun bisogno né alcuna spiegazione, le ha stimolate sessualmente per verificare la loro reazione al piacere.

Alla reazione di una delle pazienti, il dottore avrebbe replicato con un semplice “poi ti spiego“, continuando la manovra; avrebbe desistito solo dopo un’ ulteriore protesta.

Questi fatti sono avvenuti nella Clinica San Gaudenzio di Novara tra gennaio ed agosto 2013. Il ginecologo è,  tra l’altro, un professionista molto noto e affermato della citta’ piemontese.

L’assoluzione del ginecologo

Per tali fatti quest’ultimo era finito a processo per violenza sessuale e, in primo grado, era stato condannato a sei anni di reclusione. Poi, nell’aprile 2018, era arrivata l’assoluzione in quanto le attività compiute, pur avendo superato i limiti delle prestazioni richieste -nessuna paziente aveva richiesto, infatti, una consulenza sessuale- erano comunque consentite.

La decisione della Cassazione sulla visita ginecologica

Oggi, invece, la Cassazione ha annullato il proscioglimento, sancendo che ogni volta che il ginecologo visita, deve chiedere il consenso “prima di procedere al compimento di atti incidenti sulla sfera di autodeterminazione della libertà sessuale“.

Un obbligo giuridico che, se ignorato, comporta un reato penale.

Il consenso a questo tipo di visita“, sottolinea la Cassazione con un verdetto molto netto, “non può mai essere inteso come implicito“. Preventivamente il dottore, per avere l’autorizzazione della paziente, deve spiegare nel dettaglio ciò che sta per fare e per quale motivo entra in contatto con le sue zone erogene.

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