Piquè, indipendentista e membro della Nazionale

Gerard Piquè non intende lasciare la Nazionale di calcio spagnola, nonostante la sua posizione favorevole all’indipendenza della Catalogna. Lo ha annunciato in una conferenza stampa durante il ritiro delle Fiamme Rosse, dopo le polemiche riguardante proprio il suo appoggio al referendum indipendentista di domenica scorsa.

«Non ho niente contro la Spagna: non è il mio caso, ma un indipendentista può giocare in Nazionale», ha affermato Piquè. Domenica sera si era detto orgoglioso di essere catalano, e disposto anche a lasciare la Nazionale per dimostrare la sua posizione.

Piquè: “La Nazionale è la mia famiglia”

Ma tre giorni dopo, ha cambiato idea. Dopo le polemiche che erano scoppiate. «È assurdo mettere in dubbio il mio impegno in Nazionale. Sono qui da 15 anni, considero questa squadra come la mia famiglia: sono orgoglioso di essere nella selezione spagnola e i dubbi nei miei riguardi mi offendono». Piquè rivendica si il suo essere un indipendentista, ma anche il fatto che è un cittadino spagnolo, e non vede il perché dovrebbe lasciare la squadra nazionale.

Durante gli allenamenti, alcuni presenti gli avevano fischiato contro proprio per le sue dichiarazioni e si è sentito offeso da quell’evento. «Non lascio la Nazionale. Farlo significherebbe dare ragione a chi mi fischia e non gliela darò vinta. Sono indipendentista? Questa è una domanda da milioni di dollari alla quale non risponderò» ha continuato. Alla domanda che sia o meno indipendentista non intende rispondere, non perché non vuole prendere una posizione, ma perché non fa alcuna differenza.

«Sono cittadino del mondo e gioco a calcio. I miei figli sono colombiani, libanesi e catalani», ha poi concluso.

Fonte: ansa.it