Prevenzione rischio sismico con l’Educazione al rischio vulcanico e non nelle scuole
Prevenzione rischio sismico con l’Educazione al rischio vulcanico e non nelle scuole. E’ l’appello lanciato al Governo da Napoli
Nella città partenopea nei giorni scorsi si è svolta la Conferenza Resilienza e sostenibilità delle città in ambienti pericolosi: importante la prevenzione rischio sismico.
Grazia Paolella, Presidente del Comitato Scientifico della conferenza:
Al Governo rivolgiamo un appello chiaro: introduzione nelle scuole dell’Educazione al Rischio Vulcanico e non. Napoli sarà sede permanente della Conferenza Internazionale sulla Sostenibilità e Resilienza.
All’evento sulla prevenzione rischio sismico, organizzato dalla Global Volcanic and Environmental Systems Simulation, è stato annunciato che:
Napoli sarà sede permanente della Conferenza Internazionale sulla Resilienza e la Sostenibilità.
L’appuntamento è stato davvero coinvolgente in quanto ha visto la partecipazione delle scuole delle aree rosse del Vesuvio e dei Campi Flegrei.
Massiccia anche la partecipazione degli studenti ed i ricercatori hanno ascoltato i ragazzi nella descrizione di bellissimi progetti.
Alcuni studenti hanno realizzato una sorta di “Tg1” dell’ambiente con inviati sul campo pronti a raccogliere la testimonianza della gente comune sulle delicate problematiche ambientali del territorio.
Forte anche la denuncia di un gruppo di studenti che ha indossato una maglietta con tante mani verdi, simbolo della riappropriazione del patrimonio ambientale.
Un’insegnante, a sua volta, ha denunciato anche le conseguenze della terra dei fuochi; un vero inno di denuncia ha accompagnato altresì bellissime coreografie preparate proprio dagli studenti.
Flavio Dobran, ricercatore italo-americano, ingegnere di termo-fluidodinamica, da anni studia i flussi piroclastici dei vulcani, inclusi Vesuvio e Campi Flegrei, è sceso con i ragazzi
Dobran ha presentato alla stampa 5 azioni per un territorio napoletano e flegreo resiliente e sostenibile basato sui suoi studi scientifici:
- Il Governo italiano dovrebbe prevedere l’obbligo in tutte le scuole di un Programma sull’Educazione al Rischio Vulcanico e sulla Sicurezza.
- Ridefinire le zone pericolose intorno al Somma-Vesuvio e Campi Flegrei stabilendo un’area di esclusione nella quale assolutamente non può esserci alcun insediamento abitativo.
- Un’area di resilienza e un’area di sostenibilità che potrebbe ospitare almeno in parte i cittadini residenti nell’area resiliente.
- Verificare la vulnerabilità delle abitazioni dei sistemi infrastrutturali, del patrimonio culturale sia dell’area napoletana, vesuviana e flegrea.
- Rivedere i piani di evacuazione che dovrebbero basarsi sullo scenario massimo per il Vesuvio e sullo scenario massimo per i Campi Flegrei.
- Infine informazione alla popolazione con l’accesso diretto a tutte le notizie riguardanti la prevenzione e collaborazione tra comunità scientifica italiana, straniera ed istituzioni locali.
Cosa sarebbe l’Italia senza Vesuvio e Campi Flegrei?
I ragazzi hanno raccontato la storia di questi due famosi vulcani, del loro territorio, attraverso la letteratura da quella antica a quella contemporanea.
Sono stati loro a descrivere i rischi ma anche le ricchezze del Vesuvio e dei Campi Flegrei.
Le grandi tradizioni partenopee, flegree sono legate alla geomorfologia dei territori.
Gli sbandieratori del gruppo Aragonese di Torre del Greco, giovanissimi, sono stati molto apprezzati dai ricercatori internazionali.
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