Quattordicesima: una ‘boccata di ossigeno’ per i pensionati

Molti saranno in trepida attesa, visti i “tempi di magra” che attanagliano ormai da tempo gran parte dei lavoratori e pensionati italiani: è tempo di quattordicesima, finalmente, una vera e propria boccata di ossigeno per chi ha conti da pagare, bollette, affitto e altre spese rimaste in arretrato. Saranno oltre sette milioni le persone che riceveranno – o hanno già ricevuto – la tanto attesa mensilità, tra metà giugno e metà luglio.

La quattordicesima verrà destinata in gran parte alle spese obbligate

La quattordicesima è una somma che viene aggiunta anche alla pensione, a dicembre o a luglio di ogni anno, e spetta alle persone (che abbiano almeno 64 anni) con un reddito massimo di 13.049,14 euro. Quest’anno saranno erogati circa 6,7 miliardi di euro, in crescita – grazie all’ampliamento della platea di pensionati – di 900 milioni sullo scorso anno.

Una somma che permetterà a molti di tirare il fiato, almeno per quanto riguarda un certo tipo di spesa, ma pochi potranno permettersi di andare in vacanza grazie a essa: quest’anno infatti solo una minima parte verrà destinata ai consumi, il 49% (quasi la metà del monte totale, pari a 3,3 miliardi di euro) verrà infatti utilizzato per pagare le spese obbligate, a partire dalle tasse per finire ai conti in sospeso, oltre a quelli per la salute. I conti sono fatti – su dati SWG e Istat – dall’Ufficio Economico Confesercenti. In Italia la percepiranno circa 3,4 milioni di pensionati – che vedranno un aumento dell’importo medio, da 407 a 507 euro – e 2,8 milioni di lavoratori, per i quali la quattordicesima mensilità ammonta a circa 1.400 euro.

I sindacati invitano a controllare le cifre erogate

L’anno scorso, prima dell’ampliamento, i pensionati erano solo 2,1 milioni: ed è proprio per mettere in guardia questi ultimi, che le principali sigle sindacali hanno avviato una campagna chiamata “occhio agli errori”, un’interessante e utile iniziativa per metterli in guardia sulla correttezza degli importi percepiti. I sindacati, infatti, chiedono di controllare le cifre erogate, se arrivano anche le prestazioni aggiuntive – ad esempio l’assegno sociale e l’integrazione al minimo – e se l’importo della quattordicesima mensilità è corretto.

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