Sardegna, 36enne trovato morto in un capanno: è stato ucciso

Sardegna, 36enne trovato morto in un capanno: è stato ucciso

 

Orribile ritrovamento in Sardegna. Un anziano di 80 anni ha rinvenuto il corpo del figlio 36enne di professione allevatore, presso la sua azienda agricola. Il cadavere presentava diversi segni riconducibili ad un’arma da fuoco. Come leggiamo da FanPage, qualcuno avrebbe ucciso l’uomo a fucilate. Il tragico ritrovamento è avvenuto a Tramazzetta. Si tratta di una località sita nel comune di Genoni, al sud della Sardegna. La vittima si chiama Gianfranco Melis che, come ogni giorno, era giunto in azienda per sfamare i suoi animali. Il padre di Gianfranco, non vedendolo tornare, era andato alla sua ricerca. Giunto sul posto ha fatto l’orribile scoperta.

Sardegna, ucciso un allevatore di 36 anni

Il cadavere di Gianfranco Melis giaceva a terra in una pozza di sangue. Il corpo senza vita dell’uomo era in un capannone atto alla conservazione di macchinari e attrezzi agricoli. I familiari hanno immediatamente dato l’allarme, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare oramai. Giunti sul luogo i carabinieri, i quali hanno provveduto ad informare il pm. Aperta un’indagine. Sul luogo del ritrovamento presenti anche il medico legale per i primi accertamenti sul corpo senza vita del Melis e gli esperti dei reparti della scientifica del Ris di Cagliari.

Sconvolta un’intera comunità

Fin dall’inizio è stata esclusa l’ipotesi di suicidio, in quanto sul cadavere di Gianfranco Melis sono stati trovati evidenti segni di arma da fuoco. Le indagini, al momento, sono svolte dai militari dell’aliquota operativa del Norm di Isili e del nucleo investigativo del reperto operativo di Nuoro. A coordinare lo svolgimento delle indagini la dottoressa Giua Marassi, sostituto procuratore di Cagliari.

Si spazia a tutto campo per arrivare alla verità su un omicidio che ha sconvolto l’intera comunità locale. Il sindaco di Genoni ha descritto Gianfranco Melis come “un ragazzo tranquillo e riservato, un lavoratore.” Il 36enne amava il suo lavoro e si dedicava quotidianamente al’azienda familiare costruita da suo padre. Secondo quanto affermato dal primo cittadino di Genoni, Gianfranco non sarebbe mai stato invischiato in storie torbide.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24