scoperti nuovi organi nel cranio umano

Scoperti nuovi organi nel cranio umano, i dettagli della scoperta

Un team di medici dei Paesi Bassi stava studiando scansioni cerebrali ad alta risoluzione. Ebbene, ad un certo punto, si sono imbattuti in una serie di organi che sino ad ora non era conosciuti poiché sembra si nascondino all’interno della base del cranio umano. Dunque sono stati scoperti nuovi organi nel cranio umano e si tratta di un quarto paio di ghiandole salivari.

Scoperti nuovi organi nel cranio umano: sono ghiandole salivari

A quanto pare, i nuovi organi che sono stati scoperti all’interno del cranio dell’uomo sono ghiandole salivari. Sino ad ora nessuno scienziato o medico si era accorto della loro presenza poiché si trovano in una posizione nascosta del cranio. Infatti le “nuove” ghiandole salivari sono nascoste precisamente nella parte superiore della gola dove si incontra la cavità nasale. Questo è quanto riportato dal noto giornale statunitense del New York Times. Dunque, medici e scienziati non si sono accorti di queste ghiandole per secoli. Se la scoperta fosse confermata, segnerebbe la prima coppia di nuove ghiandole salivari scoperte dopo ben 300 anni.

La ricerca del team è stata guidata dai medici del Netherlands Cancer Institute e pubblicata il mese scorso sulla rivista Radiotherapy & Oncology. Purtroppo, almeno per il mometo, le notizie sono piuttosto limitate. Dopo aver trovato le ghiandole in nuove scansioni mediche, il team ha aperto due cadaveri per dare una “prima occhiata”. Sull’argomento è intervenuta la dottoressa Valery Fitzhugh, un patologo della Rutgers University, che non ha lavorato allo studio. Ecco le sue parole in merito alla nuova scoperta:

“Sembra che stiano pensando a qualcosa. Se è reale, potrebbe cambiare il modo in cui guardiamo alle malattie in questa regione”.

La differenza con le altre ghiandole

La quarta coppia di ghiandole salivari è nascosta meglio delle altre tre, che si trovano proprio sotto la nostra pelle e possono essere toccate anche in superficie. Quindi, a meno che i medici non le cercassero in maniera molto mirata, è possibile capire il motivo per il quale -sino ad ora- le ghiandole non siano state scoperte per tutto questo tempo. “La posizione non è molto accessibile e sono necessarie immagini molto sensibili per rilevarla”, ha detto l’autore dello studio, il dottor Wouter Vougel, un oncologo che lavora presso il Netherlands Cancer Center.

Fonte foto: pixabay

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