Sid Vicious: a 40 anni dalla morte

Sid Vicious: a 40 anni dalla morte

         
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Sid Vicious e Sex Pistols: una band eccessiva

Sid Vicious: a 40 anni dalla morte. Quella dei Sex Pistols è una storia piena di eventi da ricordare, ma ciò che conta sapere è che sono stati un punto di riferimento importante per il panorama musicale degli anni ’70. Nel 2016 la band britannica è entrata a far parte addirittura della Rock’n’Roll Hall of Fame. Eccessivi e rivoluzionari sono riusciti a farsi spazio all’interno del mondo della musica creando, a conti fatti, pochissimo materiale.

Sid Vicious: a 40 anni dalla morte

I Sex Pistols con il loro punk, esprimevano i problemi e le inquietudini della generazione di quel tempo, anche se non ebbero vita lunga come gruppo musicale. Infatti durarono poco più di due anni, da novembre ’75 a gennaio ’78. Continuarono con esibizioni sporadiche anche successivamente, ma sempre e solo con quello che è stato e che è il loro repertorio storico, senza aggiungere né togliere nulla.

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Sex Pistols: tra esibizioni assurde e canzoni indimenticabili

Ogni esibizione dei Sex Pistols era unica ed irripetibile. Lo spettacolo era molto più importante della capacità vocale del cantante o di quella musicale della band in generale. La voce di John Lydon era riconoscibile e inconfondibile con la sua rabbia urlata al microfono e le sue cantilene. Ogni esibizione della band non è mai stata pensata dettagliatamente o studiata, anzi dipendeva solo ed esclusivamente dall’umore momentaneo dei componenti. Lydon sul palco non aveva né freni né regole, era quasi “schizofrenico” nella gestualità ed esprimeva il suo essere in maniera completamente originale. Nel 1977 la band pubblica “God Save The Queen” come canzone a-politica e contro il sistema decadente. La ripetizione delle parole “No Future” diventerà il motto del movimento punk.

Sex Pistols: Sid Vicious e la sua precoce morte

John Simon Richie, in arte Sid Vicious fu il bassista dei Sex Pistols che entrò a far parte della band dopo un periodo da fan di quest’ultima. Nonostante la sua tecnica non fosse impeccabile, la sua personalità e la sua capacità di esprimere ciò che sentiva nel profondo, gli permisero di diventare l’icona mai dimenticata e tanto discussa qual è ancora oggi. Tuttavia la sua fragile personalità lo rese incapace di sopravvivere a quel mondo tanto idealizzato e sognato.

Sid Vicious e la sua storia con Nancy

Insieme con la fidanzata Nancy iniziò a fare usa di eroina tanto da trascinarsi vicendevolmente in un baratro che portò entrambi alla morte. Pian piano il palcoscenico non fu più il luogo della finzione per Sid. Purtroppo in un batter d’occhio il personaggio che rappresentava lo divorò. Nancy morì nel 1978 e lui fu accusato di essere l’omicida nonostante la mancata confessione. Sid morì a febbraio 1979 per overdose da eroina a soli 21 anni, e prima della sua morte lasciò una lettera:

“Avevamo un patto di morte. Devo mantenere la mia metà del patto. Vi prego di seppellirmi accanto alla mia piccola nella mia giacca di pelle, nei miei jeans e nei miei anfibi. Addio.” 

Le sue volontà non furono mai rispettate. Un film intitolato “Sid e Nancy” di Alex Cox ricorda la storia d’amore e trasgressione che legò quei due giovani ragazzi.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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