Tornare a Woodstock

Tornare a Woodstock 50 anni dopo

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Tornare a Woodstock 50 anni dopo. Dal 1969 al 2019

Tornare a Woodstock 50 anni dopo.  Fare un viaggio indietro nel tempo e partire dalla metà degli anni ’60 significa rivivere quelli che sono gli anni della rivoluzione, delle contestazioni, il famoso ’68, gli anni in cui i giovani facevano sentire la loro voce. Il cambiamento epocale fu tangibile e, tra sogni e utopie si affermò sempre di più l’importanza dell’arte. Dal 15 al 18 agosto del 1969 a Bethel, nello stato di New York, ci fu il raduno più importante della storia della musica: il Woodstock Music and Art Festival, ovvero il conosciuto Festival di Woodstock.

Tornare a Woodstock 50 anni dopo

Il 2019 segna i 50 anni da quell’evento che raccolse ben 500.000 persone. Così per festeggiare il cinquantesimo anniversario da quell’agosto del ’69, è in fase organizzativa un nuovo Festival di Woodstock (dal 16 al 18 agosto 2019), la cui location sarà diversa da quella che fu 50 anni fa.

Tornare a Woodstock 50 anni dopo. Tra ideali e speranze da non dimenticare

La cultura hippie si stava facendo strada dappertutto, e il Festival di Woodstock portava avanti quegli ideali di pace, amore e libertà che in quegli anni erano i più gridati nelle piazze.  Michael Lang è stato il promotore di Woodstock del ’69 e, in un’intervista ha spiegato l’importanza di riproporre una nuova manifestazione in ricordo della precedente. Infatti egli dice che:

Siamo in un momento difficile e sembra quasi che siamo stati portati indietro nel tempo in molti modi. È inquietante come molte cose siano simili a com’erano alla fine degli anni Sessanta. Lezioni che pensavamo di aver appresso sembrano ripresentarsi. Il progresso che avevamo raggiunto in tema di giustizia sociale sembra che si sia invertito.”

Anche Carlos Santana in una recente intervista ha confermato la sua presenza al festival, proprio come nel 1969, dicendo:

“Da qualche parte tra Woodstock e questa generazione, molta gente è diventata apatica. Guardano dall’altra parte o stanno solo guardando i loro telefoni cellulari e non si preoccupano di quello che sta succedendo.”

In attesa di nuove notizie, non resta che attendere quello che si preannuncia uno degli eventi più importanti dell’anno. La musica è la voce della libertà e dell’amore e mai come oggi è importante dare valore agli ideali di libertà e fratellanza di quei giovani del ’69.

Via: Woodstock

 
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Autore dell'articolo: Ambra Proto

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