Il tasso di anidride carbonica è il più alto in 27 milioni di anni

Tasso di anidride carbonica più alto in 27 milioni di anni

         
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Di solito, per “colpire il pubblico”, e sensibilizzare le persone all’ecologia, si usa una frase del tipo: “I livelli di anidride carbonica sono oggi più alti di quanto non siano stati nell’ultimo milione di anni!“. Il problema, però, è ben più serio. Questo nuovo studio di Brian Schubert (Università della Louisiana a Lafayette) e dei coautori Ying Cui e A. Hope Jahren ha dimostrato che in realtà, ai giorni d’oggi, la quantità di CO2 nell’atmosfera è la più alta degli ultimi 23 milioni di anni. Dunque, il tasso di anidride carbonica non è da sottovalutare. 

Il team di ricercatori ha utilizzato i resti fossilizzati di antichi tessuti vegetali. Hanno dimostrato che man mano che le piante crescono, la quantità relativa dei due isotopi stabili degli atomi di carbonio, ovvero il carbonio-12 e il carbonio-13 cambia in risposta alla quantità di CO2 nell’atmosfera. Questa ricerca, pubblicata questa settimana su Geology, è uno studio di livello successivo che misura la quantità relativa di questi isotopi di carbonio nei materiali vegetali fossili e calcola la concentrazione di CO2 dell’atmosfera in cui crescevano le piante antiche.

L’inquinamento dovuto all’anidride carbonica molto alto: bisogna preoccuparsi?

Per dare alcuni numeri e dare un’idea di quello che sta succedendo, bisogna considerare il tasso di CO2 da quando esiste l’uomo. In 200 mila anni di storia, il tasso di anidride carbonica ha tenuto una fluttuazione media che varia tra i 170 e i 280 ppm (parti per milione). I valori moderni superano la soglia dei 400 ppm e potrebbero aumentare ulteriormente in un futuro non troppo lontano.

Le concentrazioni di anidride carbonica, continuano ad aumentare ad una media di oltre 2 ppm all’anno, un equivalente dello 0,04%. Potrebbero sembrare numeri insignificanti, ma proprio questi valori provocano un incremento delle temperature medie annue di quasi 1° C. 

Al momento l’obiettivo prefissato è quello di non andare oltre i 450 ppm di concentrazione. Inoltre, a causa del ritardo che si verifica tra la registrazione della concentrazione dell’anidride carbonica e e il calore che ogni molecola intrappolerà nel tempo, è molto probabile che le temperature si innalzeranno ancora nel corso degli anni. Dunque, è giusto che si faccia il massimo per limitare il tasso di inquinamento. Siamo molto vicini a superare la soglia massima di 450 ppm, nei prossimi anni.

 

Fonte immagine di copertina: Focus

Autore dell'articolo: Francesco Menna

Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com