Terrorismo in Italia, aspirante ISIS arrestato

Ennesimo allarme terrorismo in Italia: un richiedente asilo iracheno di 29 anni è stato arrestato dalla Polizia per aver inneggiato alla jihad.

L’uomo, secondo le indagini, avrebbe fatto propaganda per lo Stato Islamico istigando alcuni inquilini del centro Sprar di Crotone a entrare a far parte del sedicente Isis e a compiere atti violenti. Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone.

Mentre cercava nuovi soldati Hussien Abss Hamyar – forse – studiava. Nel suo cellulare sono state trovate foto dell’edificio della Questura di Crotone, come di alcuni funzionari, mentre fra le sue cose oggi è stato rinvenuto un taglierino.

Forse, quello cui inneggiava su facebook invocando “Deluso… amo questo coltello nelle tue mani …. oh dio con questa fede ti seguirò e con le mie gambe se dio mi darà il senno prenderò gli infedeli dalla coda”.

L’iracheno: inneggiava all’isis e al terrorismo… era rimasto in italia per convertire gli infedeli

Tra le sue attività recenti risulta anche un viaggio a Roma, durante il quale avrebbe deliberatamente tentato di mettere in allarme le forze dell’ordine. Barba lunga, jallabya e busta di plastica in mano, Hussein avrebbe vagato per la capitale, rallegrandosi di essere stato più volte controllato dalle forze dell’ordine.

“È un’indagine importante – ha commentato Gratteri – frutto del lavoro incessante e attento della Digos di Crotone, del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e del pm Paolo Petrolo. Abbiamo monitorato costantemente i suoi spostamenti e i suoi contatti, lo abbiamo visto esultare per l’attentato di Manchester il 22 maggio. La sua radicalizzazione era diventata sempre più pericolosa”

L’uomo, un iracheno di 29 anni, considerato dagli investigatori persona violenta, è accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere. Dall’inchiesta è emerso che l’uomo aveva esultato in occasione dell’attentato di Manchester e svolgeva l’attività di proselitismo nei confronti dei migranti ospitati nel Centro Sprar di Crotone fornendo notizie, chiarimenti e materiali dello Stato Islamico.

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