Test oncologico superveloce

Test oncologico superveloce il brevetto è italiano

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Test oncologico superveloce, il brevetto è italiano. Un reagente chimico scoperto e brevettato da una startup di Bologna

Enrico Di Oto 35 anni è l’artefice della sensazionale scoperta che ha portato alla realizzazione del test oncologico superveloce.

Enrico Di Oto è fondatore e amministratore delegato di Oncology and Cytogenetic Products – OaCp, società spin-off dell’Alma Mater nata ufficialmente a fine giugno 2017.

Il test attualemente è utilizzato anche sui pazienti dell’ospedale Bellaria, centro di eccellenza a livello europeo in ambito oncologico.

In un’intervista all’Agi, Di Oto racconta l’avventura iniziata nel 2013 proprio al Bellaria quando il suo responsabile gli chiese di fare “un maggior numero di test diagnostici in meno tempo e allo stesso costo”

L’unica soluzione era darsi al duro lavoro: un anno e mezzo in laboratorio con un collega per riuscire a sviluppare “una serie di miscele chimiche che semplicemente vengono aggiunte nel corso delle normali procedure dei test diagnostici”

Risultato: “Riduzione del 97% i tempi per l’ottenimento del risultato: da tre giorni lavorativi a poco più di due ore”. 

Il reagente chimico si applica “nella diagnostica di secondo grado mirata a capire la tipologia, la gravità del tumore e il percorso da seguire”.

Una scoperta che consente un risparmio del 60% per il Sistema sanitario nazionale e che Di Oto deposita nel febbraio 2014

Ad esse non seguirà la pubblicazione ma la fondazione di una startup una scelta ponderata e spiegata così:

La scelta era tra una carriera universitaria, oppure il ‘salto nel burrone’ come aspirante startupper.

Il sistema più efficiente per veicolare una tecnologia, secondo me è andare sul mercato.

Pubblicare avrebbe significato avere solo una ‘coccarda’ da ricercatore. Ma questa scoperta sarebbe rimasta sulla carta.

Una scelta azzeccata visto che la sua startup è stata selezionata in Italia e all’estero da diversi programmi di accelerazione imprenditoriale:

E’ stato fondamentale per imparare come affrontare il mercato, per costruirsi un network di relazioni e per ottenere finanziamenti.

Il primo step è stato l’Unibo Launch Pad poi abbiamo trascorso tre settimane in Silicon Valley con il Tvlp Istitute.

Molto intensi, infine, sono stati i quattro mesi nel 2016 a Cork, in Irlanda, insieme ad altre 11 start up selezionate, a livello mondiale, dal capital venture Sosv che ha finanziato OaCp, complessivamente, con 250mila euro.

E per il futuro? “Stiamo cercando dei finanziamenti per consolidare lo sprint su ricerca e sviluppo”.

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.