Una storia di Gipi

Una storia di Gipi sul New York Times

 

Un italiano tra le migliori graphic novel 2020

Ho scelto di raccontare Una storia di Gipi, al termine di un anno così critico, per due ragioni. 

La prima è certamente quella che vede con orgoglio il fumetto italiano nella lista stilata dal New York Times come una delle migliori graphic novel del 2020. Anche se l’ultima pubblicazione risale al 2013, solo quest’anno il volume è stato tradotto in lingua inglese dalla Fantagraphics Books.

La seconda ragione invece riguarda il contenuto del libro, dove Gipi racconta la fragilità e la bellezza, le lacrime e le speranze degli uomini. La storia di un’eterna caduta nell’abisso e di come, nonostante tutto, ogni volta ci si possa rialzare.

“Una storia” di Gipi , due storie che si fondono in una

Gipi racconta la storia di Silvano Landi, uno scrittore che alla soglia dei cinquant’anni vede la sua vita andare in pezzi e quella del suo antenato Mauro, soldato nella carneficina della Prima guerra mondiale.

La lettura attraversa le timeline multiple di Silvano, i suoi stati mentali e il suo stile frammentato. Nell’alternanza di questi momenti, troviamo i due personaggi sospesi nello spazio e nel tempo e le loro vite messe forzatamente in stand by dagli eventi.

Silvano non ha alcun motivo per essere triste ma non riesce a vivere nel mondo e inevitabilmente se ne allontana, mentre Mauro lotta disperatamente per la sopravvivenza.

Immagine di Silvano Landi il protagonista di Una storia

Il cuore del libro

Il racconto si sviluppa su diversi strati temporali incorniciati ora dall’uso di acquerelli brillanti, ora da schizzi “frenetici”.

L’impiego dei colori si presta all’esplorazione delle emozioni, portandoci in contatto con la profondità dell’animo umano. Non c’è umorismo, ma pagine “mute” piene di paesaggi ad acquerello che ci trascinano nei sentimenti e nei pensieri dei protagonisti.

Le tonalità di grigio fanno percepire l’immagine di un futuro incerto, alternate da un flusso di colori “vivi” che danno speranza. La speranza di Mauro che torna dalla sua famiglia dopo aver combattuto la guerra e la rinascita di Silvano dopo anni di solitudine.

La narrazione apre già dalle prime pagine ad una considerazione esistenziale che ci accompagna per tutto il racconto:

“Se il diciottenne si svegliasse di colpo una notte, si alzasse e specchiandosi vedesse per magia o per maledizione il suo viso da cinquantenne, morirebbe.

Se invece, scivolando secondo dopo secondo, anno dopo anno e poi per decenni, sarebbe talmente distratto da altro da non ricordarsi allo specchio quanto il suo viso è cambiato. 

Anzi tanto male non si vedrebbe.”

Un dilemma esistenziale tanto vero, quanto scomodo ma che porta ad una riflessione intima e allo stesso tempo liberatoria. Al termine di questo viaggio ogni catena viene rotta, ogni credenza sovvertita. Quel che rimane è una nuova speranza, una nuova pelle, una nuova storia!

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24